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La prima immagine che abbiamo di Busalla
è una cartografia della fine del Cinquecento, oggi conservata presso
lArchivio Storico del Comune.
Là, dove oggi sorge la chiesa del capoluogo, la parrocchia
di San Giorgio, un gruppo di case si diramava lungo il
rio Migliarese, mentre verso il passo dei Giovi doveva sorgere
un importante monastero
ed il luogo delle esecuzioni capitali. Col passare dei secoli, Busalla
inizia ad assumere un carattere poco scostante da quello odierno ed
a partire dal 1773, le mappe diventano più dettagliate.
Negli anni Quaranta, la cittadina si apre sulla via principale con
una serie di facciate fine Ottocento, che gli
conferiscono una solennità del tutto borghese. Oggi, Busalla si
presenta come un vero centro urbano moderno, il cui territorio, a
struttura lineare, si sviluppa lungo la riva sinistra dello Scrivia,
presso la confluenza del torrente Busalletta, mentre quello delle
frazio ni
di Sarissola,
Camarza,
Semino e
Bastia si snoda lungo il corso del torrente Seminella e sulle
alture attestanti.
Non si hanno ritrovamenti archeologici che indichino con certezza
l’esistenza di un insediamento preromano o romano, ma è ipotizzabile
che lungo le vie di comunicazione del fondovalle si fosse sviluppato
un villaggio.
Il toponimo Busalla ha un’origine incerta. Secondo alcuni storici
esso sta ad indicare la zona dei buchi, dei busi riferendosi
ad avvallamenti e fosse nel letto dello Scrivia, mentre secondo altre
tesi è un nome composto di derivazione in parte latina ed in parte
germanica, ma di incerto significato.
Il nome di Busalla viene citato per la prima volta in un atto notarile
del 15 Aprile 1192, conservato nell’Archivio di Stato di Genova, che
risulta essere nella sua copia cartacea uno dei più antichi documenti
redatti su carta esistenti al mondo. Ritornando al suo passato storico,
affonda sicuramente le proprie radici nell’epoca medievale, le cui
tracce non sono però rintracciabili sul territorio, poiché la sua
evoluzione economica ed industriale ne ha fortemente intaccato il
suo paesaggio urbano. E’ facilmente attestabile che appartenesse già
nella prima metà del XIII secolo alla famiglia Spinola di Via Luccoli
di Genova. La sua estensione, dalla forma stretta e allungata,
andava dal bacino dello Scrivia fino a quello del Vobbia. L’impostazione
strategica del feudo era da riferire, probabilmente al controllo delle
vie di comunicazione che allora esistevano.
Nel 1315 a causa delle lotte tra guelfi e ghibellini tutto il territorio
tra Ronco e Busalla fu trasformato
in un unico campo di battaglia. In questa continua altalena di vicende
politico-militari, Busalla divenne centro delle lotte tra i genovesi,
lImpero, i feudatari e le potenze che a turno scendevano verso
la vicina Repubblica di Genova con intenti bellici. In seguito allultima
devastazione, intorno al XVI secolo, il castello
non venne più ricostruito ed i suoi resti furono probabilmente
utilizzati per le fondamenta del palazzo
marchionale. |
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Il XVII secolo segnò, invece, un periodo
di relativa tranquillità per i borghigiani e lunico evento bellico
di rilievo storico fu la Battaglia della Vittoria nel 1625, in cui
gli uomini di Busalla si distinsero nella lotta contro linvasore
savoiardo assieme ai polceveraschi ed allesercito genovese.

Dopo i violenti eventi legati alla rivolta del Balilla contro gli
austriaci, nel 1746-47, anche a Busalla arriva la rivoluzione francese
e nel 1797 Napoleone dichiara la fine dei Feudi Imperiali della
Valle Scrivia. Le origini del Comune sono da attribuirsi proprio
ai concitati fatti rivoluzionari, ai quali seguirono profondi cambiamenti.
Dopo la prima metà dell'Ottocento, grazie soprattutto alla ferrovia,
inizia per il paese una crescita economica e sociale di notevole
rilevanza. Busalla diventa meta della borghesia genovese per
la villeggiatura estiva e si arricchisce di caffè e ritrovi eleganti, tra
i quali il noto locale notturno Kursaal
Ghiacciaia, il celebre ristorante - hotel attiguo alla fabbrica
della Birra Busalla di Isorelle, il Vittoria e l'Appennino.
Oltre ai passatempi ed ai divertimenti si svolgono anche gare pionieris
tiche con i famosi velocipedi lungo la rampa per il passo
dei Giovi, soprattutto grazie al vero pioniere del ciclismo Giorgio
Davidson.
La Busalla ottocentesca viene, però, definitivamente spazzata
via dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale e solo dopo la
fine del conflitto riacquista nuovamente grande fama, con la costruzione
di innumerevoli ville
signorili ad opera dei più famosi architetti di Genova e di Roma.
Peggioreranno la situazione le violenze delle squadre fasciste negli
anni Venti e l’ambiente sarà rivoluzionato dall’arrivo, negli anni
Trenta, dei lavoratori emiliani, romagnoli, veneti e bergamaschi,
impegnati nella costruzione della Camionale.
(Sopra, sulla sinistra: una carta di Busalla, conservata
presso l'Archivio Storico Comunale, attribuita a Matteo Vinzoni
e datata 1725. Il borgo è rappresentato ai piedi della collina su
cui oggi sorge la chiesa parrocchiale di San Giorgio ed è diviso
in due parti dal rio Busalletta. Il centro storico è visto dal borgo
di Sarissola.
Sulla destra: mappa di Busalla, conservata presso l'Archivio
Storico Comunale, degli inizi del secolo XVII. Appare chiaramente
la chiesa parrocchiale di San Giorgio, costruita intorno al 1606
e sul campetto accanto è ben visibile la torre, il cui basamento
è venuto alla luce nel 1974, durante uno scavo. Di fronte alla parrocchia
il borgo di Sarissola. Il cuneo di terra alla confluenza tra il
Seminella e lo Scrivia appare intensamente coltivato) |
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