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A La Bastia fu, fino allo sviluppo turistico delle nostre
valli, una remota località a 670 metri di altezza, dove esisteva
solo una piccola chiesetta ed alcune case lungo la mulattiera Semino-Pietrafaccia.
Dopo l'impegno multiforme di Don Luigi Simonotti si cominciarono
a costruire nuove case e Bastia è diventata un piccolo centro di
villeggiatura con villette, case rustiche e soprattutto tanta tranquillità.
La località, sul valico di confine tra
Busalla e Ronco,
caratterizzata dal baluardo roccioso del Reopasso,
è il punto di contatto tra i calcari dellAntola ed i conglomerati
di Savignone. Il
paese deve il suo nome alla bastionata di conglomerato che si erge,
caratterizzando tutta la zona, di fronte al Santuario mariano.
Il bianco Santuario è dotato di unagile torre campanaria e
la zona rappresenta una meta ambita per i villeggianti.
La leggenda narra che, nella
prima metà del 1600, fu ritrovata in una fessura una statuina miracolosa
della Madonna, la stessa che oggi si può ammirare sul timpano esterno
della facciata del santuario.
Attorno al 1660 venne eretta una cappella campestre, in seguito
ampliata e nel 1722 spostata in un luogo più idoneo. Nella chie setta
è sepolto Don Luigi Simonotti, il primo sacerdote residente, linfaticabile
promotore dellampliamento e della costruzione delle strade
carrabili da Ronco e
da Busalla
ed il vero artefice dello sviluppo della devozione mariana verso
la Bastia.
Dinanzi al Santuario, dal 1946, incastonata in una grotta ricavata
dal conglomerato, una grande statua di marmo della Madonna, dello
scultore genovese G. B. Airaldi, si offre ai visitatori.
Attualmente vi si celebra la S. Messa ogni Domenica da Maggio ad
Ottobre, la prima Domenica di Agosto ed a Pentecoste. Lasciata la
Bastia, si prosegue in località Olivieri e successivamente a Salvarezza
dal quale trae origine il cognome Salvarezza, che si diffuse
anticamente in Valle Scrivia ed a Genova.
Una famiglia de Salvaressa diede i natali a Caterina, principessa
di Valachia, Transilvania, dal 1568 al 1590.
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