Il castello di Busalla
Il volume che prendiamo in considerazione questa volta è
opera di G. B. Badino e M. V. Pastorino e ha titolo "Il campetto
della Chiesa
a Busalla: storia di venti e di mille anni"
e ci permette di tornare indietro nel tempo e ricordare quando,
al posto del citato campetto della Chiesa, teatro di migliaia
di partite e giochi dei ragazzi busallesi, si ergeva un poderoso
castello. Molte sono state le teorie e le ricostruzioni più
o meno attendibili fatte nel corso degli anni: in realtà
il nome di Busalla compare per la prima volta in un documento
del 1192 (conservato nell'Archivio Storico di Genova) e le teorie
riguardo ad un precedente insediamento in Valle Scrivia trovano
poco credito, anche perché il territorio, che occupa una
zona di valle, risultava poco difendibile.
A questi insediamenti venivano certamente preferiti quelli posti
sui crinali dei monti (si pensi a Fiaccone, oggi Fracconalto);
infatti, probabilmente intorno al mille, alcuni gruppi etnici
arrivarono nella piana di Busalla attratti dalla grande distesa
pianeggiante, ma dovettero cercare una zona meno esposta e quindi
più adatta all'insediamento. Questa fu senz'altro la penisola
fluviale che, secondo Navone e Tacchella, doveva esistere un tempo,
dal momento che, secondo le loro ricostruzioni, il Migliarese
correva, dopo un brusco meandro, parallelamente allo Scrivia,
percorrendo quella che oggi è la via principale. Lo stesso
finiva poi per sfociare nel Busalletta, creando proprio un lembo
di terra corrispondente all'odierno colle della Chiesa e alla
strada vecchia.
In ogni caso, tornando al castello, sappiamo che nell'aprile del
1242, i Genovesi durante l'attacco ai feudi di Guglielmo Spinola
in Valle Scrivia, raggiunsero il castello e lo distrussero: Guglielmo
fuggì usando un passaggio segreto, mentre gli abitanti
della zona nulla poterono contro i saccheggi e le distruzioni
dei Genovesi. Nel 1310 un nuovo attacco dei Genovesi sconvolse
la valle: le truppe che inseguivano Opizzino Spinola giunsero
nuovamente al castello e lo distrussero, così come rasero
al suolo il paese.
Cinque anni dopo si registrò un nuovo attacco che distrusse
nuovamente la fortezza, mentre nel 1321 Busalla venne occupata
dai Milanesi che combattevano contro Genova. Ancora una volta
il castello, appena ricostruito, venne raso al suolo.
In diverse altre occasioni la storia si ripeté, finché
arriviamo al 1500 e scopriamo che, in una cartina dell'epoca,
non c'è più traccia del maniero: con ogni probabilità,
dopo l'ultima distruzione del XV secolo, esso non venne più
ricostruito. Al suo posto si ergeva il palazzo rinascimentale
e l'interno del colle, un tempo occupato da segrete e corridoi
che collegavano il castello a diversi punti del borgo, era ridotto
a macerie.
Continuavano tuttavia i momenti di difficoltà per gli abitanti
del paese: ogni tanto eserciti di passaggio razziavano e saccheggiavano,
mentre era sempre viva la contesa con i Polceveraschi e la vita
era tutt'altro che facile. Con il trascorrere degli anni anche
il fastoso palazzo marchionale andò pian piano perdendo
il suo splendore: dopo l'acquisizione del Feudo da parte della
Repubblica di Genova e le scorribande degli Austriaci e dei fuorusciti
genovesi nel XVIII secolo, andò incontro ad una progressiva
rovina.
Una documentazione anonima della prima metà dell'800, riportata
nel volume di Badino e Pastorino, dice: "Il Palazzo suddetto
medesimo è postato in eminenza superba, ha però
la fatale disgrazia di essere stato spogliato del grandioso terreno
[...], questo è stato allienato per vilissimo prezzo dal
Ministro delle Finanze nel 1803 a favore di certo mulattiere Giuseppe
Poggi". Al tempo il palazzo era semidistrutto e inabitabile;
vennero fatti alcuni restauri, ma l'opera non fu mai ultimata
e anche la torre, posizionata pressappoco in corrispondenza dell'odierno
campetto, venne distrutta in epoca non definita.