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Parrocchia di San Giorgio a Busalla,
comune di Busalla |
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L'atto per l’erezione di una nuova chiesa in
Busalla risale al 4 giugno 1562 e scatenò, in quei tempi,
un’aspra contesa canonica con la vicina Repubblica di  Genova,
la quale rivendicava il diritto di giurisdizione sull’intero territorio.
Il terreno per la costruzione della chiesa fu donato parte da un certo
Michelino Gatto quondam Busalino di Busalla nel 1599 e parte
dalla comunità stessa.
Il 28 maggio 1600 fu posata la prima pietra e cinque anni dopo, il
17 settembre 1605, la nuova parrocchia di San Giorgio di Busalla veniva
definitivamente conclusa e affidata al curato Gio Battista Poggi.Nel
1615 la chiesa passò per decreto pontificio dalla diocesi di Tortona
a quella di Genova, ma in pratica restò indipendente dal 1750 al 1838,
anno in cui entrò a far parte del vicariato di
S. Maria di
Borgo Fornari.
Nel tempo la parrocchia di Sa n
Giorgio subì vari ampliamenti, rifacimenti e aggiunte, sino ai lavori
del 1998 in osservanza alle disposizioni del Concilio Vaticano II.
La costruzione si presenta a tre navate: in quella centrale si apre
l’altare.
Nella seconda campata della navata destra è possibile ammirare l’opera
pittorica dell’allievo di Domenico Piola, Pietro Raimondi, La Vergine
appare a San Gaetano, di fronte a questa, nella navata sinistra,
I SS. Giovanni Battista, Antonio Abate e Maddalena di Bernardo
Castello, dalle forme ben tracciate che le conferiscono una grazia
tersa e composta. Nel presbiterio, invece, è possibile osservare due
opere, visibilmente ridipinte, di Giovanni Battista Carlone, San
Paolo e Plotilla e Decollazione di San Paolo.
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Pietro Raimondi, La
Vergine appare a San Gaetano:
Questa composizione è da attribursi all'allievo di Domenico
Piola, Pietro Raimondi.
A questo artista, noto solo attraverso la citazione del Ratti,
che menziona come sua unica opera esposta al pubblico il Cristo
appare a Santa Caterina da Genova, tutt'oggi esistente
nella chiesa di Santa Caterina, vanno segnalate, per evidente
aderenza stilistica, il San Martino e gli altri Santi
della Chiesa di Rezzo, la Vergine con S. Antonio e le anime
purganti in S. Girolamo di Quarto e la pala che qui si
presenta. |
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Giovanni Battista Carlone,
San Paolo e Plotilla:
Questo dipinto, insieme al suo compagno raffigurante la Decollazione
di San Paolo, si trovava originariamente nella chiesa genovese
di San Paolo, dove è citato dal Ratti nella sua biografia.
Attualmente la tela si trova in gran parte ricoperta da pesanti
ridipinture. |
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Bernardo Castello, I
SS. Giovanni Battista, Antonio Abate e Maddalena:
Opera tipica dello stile di Bernardo Castello che ricorda, soprattutto
nella figura del Battista, di chiara derivazione cambiasesca,
la pala della chiesa genovese di S. Maria delle Vigne, firmata
e datata 1580. Tuttavia, anche considerando che queste reminiscenze
accompagnano l'autore quasi per l'intero percorso della sua
attività, sembra che la datazione di quest'opera possa spostarsi
di una decina di anni più avanti, rivelandosi l'artista ormai
prossimo al raggiungimento di quei modelli così delineati di
grazia tersa e composta, che rappresentano la sua cifra più
personale. |
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Giovanni Battista Carlone, Decollazione
di San Paolo:
Come la compagna, anche questa tela proviene dalla chiesa di
San Paolo a Genova.
La possibile datazione dei due dipinti, un confronto con le
due Storie di S. Giacomo dell'Oratorio di S. Giacomo
della Marina, l'una datata 1748 e l'altra 1750, potrebbe fornire
i termini estremi dell'esecuzione, suggerendo gli anni intorno
al 1750 come i più probabili. |
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