| |
Scendendo dalla strada provinciale che arriva da
Crocefieschi, passata
la località di Camarza,
sulla destra si imbocca la deviazione per Semino, paese che si sviluppa
a ridosso della chiesa parrocchiale di San Martino.
La frazione conserva ancora le caratteristiche dei borghi contadini
del nostro Appennino: le vecchie case in pietre strette ed addossate
l'una all'altra, le piccole finestre e le ripide vie selciate.
Secondo lo storico Goggi il nome del paese è di origine ligure e la
prima notizia documentata risale al 1248.
La chiesa di San Martino di Semino viene citata per la prima volta
nel 1523, ma probabilmente l’edificio attuale risale al 1570.
Ampliato e modificato nel XIX secolo e decorato nel 1929, contava
già nel 1783 il campanile a due campane, i tre altari, il pulpito
ed il pavimento in marmo.
Vicino alla chiesa parrocchiale si trova l’oratorio di Semino, citato
per la prima volta nel 1576 con il titolo di Oratorio della Beata
Vergine.
I diversi studi condotti hanno rilevato come, in
epoche differenti, fossero numerose le Confraternite che officiavano
nell’edificio.
In particolare, nel 1787 risultano le compagnie del S.S. Sacramento
e del S.S. Rosario.
(In alto, particolare del portale della parrocchiale;
sopra, panorama dalla chiesa di San Martino)
|
|