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  Villa Borzino a Busalla, comune di Busalla  
  Tra la seconda metà dell'Ottocento ed i primi decenni del Novecento molte località dell'Alta Valle Scrivia furono interessate dalla costruzione di imponenti ville, commissionate in prevalenza dalla allora emergente borghesia genovese.
La realizzazione della ferrovia Genova-Torino e l'ampliamento delle strade di fondovalle e di collegamento con la città ebbero un ruolo importante per la diffusione del nascente fenomeno della villeggiatura. Busalla, Savignone, Casella, Montoggio, Borgo Fornari, Ronco Scrivia ed Isola del Cantone divennero ben presto mete preferite nei mesi estivi sia dei genovesi che di alcune famiglie straniere.
Gli architetti dell'epoca per soddisfare i desideri dei loro clienti spaziarono dalle forme dello chalet di montagna, al palazzo patrizio genovese, al castello turrito, per approdare all'inconfondibile stile di Gino Coppedè, progettista di alcune ville della nostra valle (Villa Davidson). In fronte alla stazione ferroviaria di Busalla è situato l’ingresso al parco di Villa Borzino.
Progettata dall’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni per conto dell’Onorevole Emilio Borzino, assicuratore genovese ed uomo politico, fu iniziata nel 1919 con la costruzione di una villetta tipicamente novecentesca. Tra il 1927 ed il 1936 fu ampliata ed assunse l’aspetto attuale, che ricorda le ville del Seicento genovese.
La pianta è rettangolare, con la parte centrale leggermente arretrata, nella quale è inserita la loggia, a cui è stata accorpata, negli anni Venti, una torre quadrangolare ad imitazione delle ville fiorentine.  Le facciate riproducono in stile trompe d'oeil, numerosi elementi architettonici classici nei colori giallo ed ocra.
Il portone di ingresso posto a valle è affiancato da due imponenti scale in ardesia con balaustre in marmo, una terza scala lateralmente, collega la porzione di giardino verso valle con l’ampio piazzale a monte, dove si trova una terza fontana.
Bellissimi gli arredi interni, progettati dallo stesso architetto, e di particolare rilevanza il caminetto in ardesia decorato con piastrelle di Savona e le stanze da bagno.

All’interno si contano oltre cinquanta stanze, dal seminterrato, in cui erano organizzate le cucine, la lavanderia e le cantine, al piano terra, dove si trovano la grande sala da pranzo, lo studio, la biblioteca e varie stanze di rappresentanza, all’interno della torre, in cui venne ricavato un grazioso ambiente a pianta ovale.  L’arredamento elegante ma semplice è in stile veneziano, alcuni locali conservano tuttora gli elementi originari, tra cui camini in ardesia con rifacimento in ceramica policroma.
Il grande parco che la circonda, ricco di alberi pregiati, è strutturato nella maniera tradizionale con viali e siepi di bosso.
Nella parte bassa del parco è il ninfeo, di grande bellezza.
La grotta, ricavata ex-novo dalla morfologia del terreno, era utilizzata per prendere il fresco e per conferire prestigio alla famiglia che se ne dotava.
Il ninfeo è inoltre la copia perfetta di quello di Villa Sauli a Genova. La costruzione, decorata con conchiglie turritella, ciottoli e tessere policrome di ceramica, è di rara bellezza.
L’utilizzo della villa, destinata alla villeggiatura estiva dei Borzino, fu piuttosto limitato, nonostante potessero vantare ospiti illustri, tra i quali l’allora principe Umberto di Savoia.
Il parco e la Villa sono diventati comunali a partire dal 1972 ed attualmente al loro interno vi è la sede della Comunità Montana Alta Valle Scrivia e di parecchie associazioni culturali. Nelle sale si organizzano convegni, concerti di musica e mostre.
 
 
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