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Comunità Montana
Alta Valle Scrivia |
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Il territorio della Comunità Montana
Alta Valle Scrivia, con sede in Busalla, presso la
villa comunale ex Borzino, è formato da dieci comuni: Busalla,
Casella, Crocefieschi,
Davagna, Isola
del Cantone, Montoggio,
Ronco Scrivia, Savignone,
Valbrevenna, ValVobbia e
Vobbia per un totale di 274 Kmq e 24.292 abitanti residenti.
L'Alta Valle Scrivia e la sua storia
La Valle Scrivia è una piccola valle alle spalle di Genova, articolata
lungo le sorgenti e l'alto corso di un torrente, affluente del fiume
Po, lo Scrivia. Dal
punto di vista geologico questa valle, che corre grossomodo perpendicolare
alla Pianura Padana, è costituita da rocce sedimentarie, cioè formate
da materiale compattato proveniente dal disfacimento di rocce più
antiche. Spesso pinnacoli di queste rocce, conglomerati o calcari
cosiddetti del Monte Antola, si innalzano a limitare gli spartiacque
che dividono la Valle Scrivia dalle aree limitrofe, come nel caso
del monte Reopasso,
del Monte Maggio
o delle Rocche intorno al
Castello della Pietra di Vobbia.
Dal punto di vista storico, l'Alta Valle Scrivia ha visto la comparsa
dell'uomo fin dalle fasi antiche della Preistoria. Infatti su un piccolo
pianoro antistante l'odierno abitato di Isola del Cantone, sono stati
rinvenuti alcuni strumenti che risalgono a cacciatori di almeno 12.000
anni fa. Inoltre, in numerose località della Valle (Isola del Cantone,
Reopasso, Montoggio) sono state rinvenute asce in pietra levigata
appartenute certamente ai primi agricoltori che popolarono le nostre
regioni nell'età neolitica (circa seimila anni fa). Indizi più certi
di un insediamento provengono da Savignone e si datano alla media
età del Bronzo, quando l'uomo conosce già l'uso dei metalli.
Da qui provengono frammenti di ceramica che consentono di stabilire
dei confronti tra questo sito e gli insediamenti coevi Liguri e con
quelli dell'Alessandrino. La felice posizione della conca di Savignone
non deve esser sfuggita neanche nelle successive fasi storiche se,
anche più tardi, durante la seconda età del Ferro, sono attestati
ulteriori indizi della presenza dell'uomo. Risalgono infatti a circa
2300 anni fa le due tombe rinvenute in loc. Camiaschetta alla fine
dell'ottocento. In quest'area, dove si estraeva conglomerato per costruzione,
furono rinvenute, nel 1884, due sepolture ad incinerazione. All'epoca
del rinvenimento le tombe furono attribuite all'età romana, sulla
base di due segni interpretati come la trascrizione delle lettere
romane L e VI, rinvenuti su una delle lastre di copertura.
Queste sepolture, ora conservate al Civico Museo Archeologico dei
Genova-Pegli , in realtà appartengono all'età del Ferro e sono del
tipo "a cassetta", formate cioè da sei lastre in
pietra disposte a formare una scatola rettangolare che conteneva,
oltre alle ceneri del defunto, custodite all'interno di un ossario
di terracotta, alcuni elementi di corredo. Senza dubbio gli elementi
più preziosi del corredo di questa tomba sono costituiti da una specie
di spilla ferma-abiti in bronzo detta "fibula", un puntale
di lancia ed una spada in ferro ripiegata in tre parti con un solo
lato tagliente.
L'epoca a cui risalgono queste due sepolture è individuabile con una
certa facilità data la presenza di quello che in gergo si chiama un
"fossile guida", cioè il prodotto tipico di un'area
geografica circoscritta, in un ben preciso periodo. In questo caso,
è la fibula che ci permette di collocare le due tombe di loc. Camiaschetta
nella seconda età del Ferro poiché lo stesso tipo di fibula
è caratteristica di un sepolcreto in provincia di Pavia, loc. Certosa
da cui anche la nostra fibula prende il nome di "tipo Certosa".
Le sepolture di Savignone non costituiscono un esempio isolato per
la Valle Scrivia, poiché un'altra sepoltura ad incinerazione, sempre
databile all'età del Ferro fu rinvenuta, inloc
La Cà di Valbrevenna.
Anche la dominazione romana ha lasciato alcune tracce in Valle Scrivia.
Ai numerosi manufatti di questo periodo rinvenuti in Alta Valle Scrivia
ed alle numerose monete di età repubblicana ed imperiale, si può ora
aggiungere la segnalazione di un probabile insediamento localizzato
nel comune di Savignone, e precisamente in località "Cian
da Pila" , di fronte all'odierna frazione di S.Bartolomeo
di Vallecalda. Qui infatti, nel 1980, furono individuati materiali
ceramici, tra cui spiccavano numerosi frammenti di vasi ad impasto
ed alcuni frammenti di anfore da trasporto, nonché ceramica classica
verniciata in nero. La datazione di questo materiale al I secolo a.C.
, permette di ipotizzare l'esistenza di una frequentazione e di un
rapporto commerciale in l'età romana, tra la Valle ed il Genovesato.
Mentre per l'età repubblicana possediamo numerose tracce, sono
assenti nell'area dell'Alta Valle Scrivia, testimonianze dell'età
augustea e solamente alcune monete di età imperiale sono state
rinvenute sul fondo valle. Forse ciò testimonia il trasferimento degli
insediamenti di età imperiale in pianura, in zone cioè che più facilmente
potevano esser in contatto con le arterie stradali attraverso le quali
si muovevano gli intensi traffici dell'impero e le zone più montane
e periferiche della Valle sarebbero state caratterizzate da uno spopolamento
mentre lungo l'asse di percorso più facile, il
torrente Scrivia, si sarebbero invece concentrati gli stanziamenti.
Occorre attendere la caduta dell'Impero Romano, per veder nuovamente
popolate le nostre zone.
La perdita di contatti commerciali ed amministrativi con il potere
centrale di Roma ed il progressivo abbandono delle strade imperiali
portò, con molta probabilità, al frazionamento dei centri abitati
ed alla nascita di piccoli nuclei abitati in zone di mezzacosta, dove
la difesa naturale era più evidente. |
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La crisi politica ed economica che
investe tutto il mondo conosciuto col crollo dell'Impero romano di
occidente, lascia numerose tracce, ad esempio a Savignone,
dove un nucleo di popolazione si ritira, alla ricerca di nuove fonti
di sostentamento.
Appartiene a questo periodo infatti un piccolo villaggio in loc. Refundou
costituito da capanne quadrangolari, realizzate con uno zoccolo in
muratura a secco, un pavimento in argilla dove era stato ricavato
un focolare centrale contenuto in una fossa. L'ambiente naturale doveva
esser leggermente diverso dall'attuale; infatti alcune analisi condotte
sui suoli dello scavo, hanno confermato la presenza di piante quali
la segale, il ciliegio e l'acero. Come si può osservare manca completamente
il castagno, che solo più tardi, cioè in età medievale, divenne la
base per la dieta alimentare. Sempre di questo periodo devono esser
alcune tombe a cappuccina rinvenute in località "San Salvatore"
di Savignone, o a Crocefieschi.
Si tratta di tombe ad inumazione, dove il defunto veniva sepolto con
pochi vasi in ceramica, all'interno di una cassa costituita da mattoni
in terracotta con copertura, a doppio spiovente, in tegole di terracotta.
Probabilmente, anche se le tombe non provengono da uno scavo sistematico,
il tipo può esser messo in relazione col villaggio del Refundou,
i cui abitanti dovevano seppellire i morti sul pianoro non distante
dal sito, oggi chiamato San Salvatore e dove, in età medievale si
stanzierà il monastero
omonimo.
Tutti questi reperti sono visibili presso il
Civico Museo Archeologico di Savignone.
Ma è soprattutto per l'età medievale che si sono conservate
numerose vestigia architettoniche. Si tratta per la maggior parte
di castelli e roccaforti mediante le quali le ricche famiglie del
Genovesato si assicuravano il controllo anche sul nostro territorio.
Tutti gli attuali insediamenti sono dominati da ruderi di questo tipo:
Montoggio
e Savignone dal
Castello Fieschi, Borgo
Fornari e Isola
del Cantone degli Spinola. Certamente la costruzione più ardita
è costituita dal Castello
della Pietra, recentemente restaurato e visitabile.
Ambiente e territorio
La Valle Scrivia offre al turista una grande varietà di attività al
contatto con la natura escursionismo, mbk, arrampicata libera, torrentismo.
L'Escursionismo certamente é l'attività più praticabile e le dorsali
che portano alle varie cime che si trovano all'interno del Parco
Regionale dell'Antola consentono di godersi contemporaneamente
la vista della catena delle Alpi e del Golfo di Genova e in primavera,
specialmente dopo un temporale, non è difficile poter scorgere la
Corsica.
Anche per gli appassionati delle due ruote la Valle Scrivia offre
una grande varietà di itinerari e percorrendo le sue più nascoste
Valli si possono raggiungere paesaggi appenninici molto suggestivi.
Anche dal punto di vista gastronomico la Valle Scrivia offre molte
peculiarità quali il miele i formaggi locali, ed alcuni prodotti dell'orto
come le patate Quarantine: tutti prodotti che si possono gustare
nei ristoranti e trattorie della Valle.
Anche per quanto riguarda gli sports estremi é possibile praticare
in Valle torrentismo ed arrampicata libera
Dov'è la Valle Scrivia ?
(A fianco: cartina esemplificativa sulla localizzazione geografica
dell'Alta Valle Scrivia, in cui facilmente si possono individuare
i comuni di Busalla, Casella, Crocefieschi, Davagna, Isola del Cantone,
Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone e Valbrevenna)
L'Alta Valle Scrivia può essere raggiunta tramite:
Autostrada A7 Genova-Milano
Strada Statale n.35 dei Giovi Milano-Genova
Strada Statale n.35bis dei Giovi Torino-Genova
Strada Statale n.226 Chiavari-Scoffera
Strada Statale n.45 Piacenza-Laccio
Strada Provinciale Voltaggio-Borgo Fornari
Strada Provinciale Rocchetta-Montessoro-Isola
Strada Provinciale Rocchetta-Costa Salata-Vobbia
Strada Provinciale Cabella L.-Vobbia
Strada Provinciale Bolzaneto-Orero-Casella
Strada Provinciale Genova Doria-Creto
Strada Provinciale Genova Prato-Scoffera
Ferrovie dello Stato: Genova-Milano/Genova-Torino
Ferrovia governativa Genova (Piazza Manin)-Casella |
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