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Crocefieschi è situato a circa 30 km
di distanza da Genova, in direzione nord, ad una altezza di m 740
s.l.m., e vanta una popolazione residente di circa 600 abitanti.
Ubicato sul crinale che divide la valle del torrente
Seminella da quella del torrente Vobbia, affonda le sue radici
in epoca preistorica, dato il ritrovamento di unascia in pietra
verde, databile a 4000 anni a.C., sulle
Rocche del Reopasso. Il nome del paese, Croce, deriva presumibilmente
dalla sua posizione e riflette le caratteristiche naturali della località,
quale incrocio di strade. Centro commerciale, in ogni epoca, e nel
tardo Medioevo vive il suo periodo di massimo splendore e prosperità.
Successivamente, agli inizi del XVIII secolo, gli viene accostato
il nome dei signori del luogo, i Fieschi, come testimonia un atto
del 1733 emanato dal conte Lorenzo Fieschi e le tavole cronologiche
nelle quali è ricordato Angelo Maria De Ferrari. I primi dati sicuri
sul borgo si hanno intorno al 1000, con la costruzione del castello,
sulla sommità del monte
Castello, ad opera dei vescovi di Tortona. Nel 1140 il borgo
diviene feudo dei marchesi di Gavi, fino al 1198. In seguito, il 30
aprile 1198 papa Innocenzo III riconferma il possesso di cro ce,
Savignone e
Montoggio alla chiesa tortonese. Nello stesso secolo, Federico
Barabarossa, per punire Tortona che lo aveva osteggiato nella
sua campagna in Italia, concede il castello e paese di Croce ai Malaspina.
Agli inizi del 1200, dopo la riconciliazione di Tortona con l'imperatore,
il borgo ritorna in possesso delmarchese di Gavi, Guglielmo, per poi
cederlo al Comune di Genova. Il castello, dai documenti dell'epoca,
verrà distrutto e raso al suolo dalle forze genovesi nel corso di
una guerra fra i primi e Tortona.
Non si conosce con esattezza la data in cui i Fieschi assunsero la
signoria di Croce. Il passaggio dei poteri giurisdizionali dai signori
di Savignone, feudatari della zona, alla casata genovese potrebbe
essere fissato tra il 1242, epoca in cui i documenti attestano ancora
la presenza dei primi, ed il 1253, con la comprovata affermazione
dei secondi. Resta il fatto che pur esistendo la suddivisione tra
Savignone e Croce, i diplomi
di investitura concessi ai Fieschi alludono unicamente, per secoli,
solo alla signoria savignonese.
Solo nel 1678, con
la divisione dei due feudi, Croce riacquisterà la propria autonomia.
Nel 1579 fu inaugarata la nuova Chiesa
di Santa Croce a spese della popolazione, consenzienti i conti
Fieschi, e nel 1686 fu definitivamente ultimata come recita l'epigrafe
in marmo posta sulla facciata principale, riportante gli stemmi dei
Fieschi, dei De Ferrari e dei Morando.
Lultimo discendente della nobile casata, Agostino
Innocenzo, verrà usurpato dei suoi poteri giurisdizionali con
lavvento napoleonico e la caduta dei Feudi Imperiali Liguri.
Nei fatti di guerra, Crocefieschi ebbe a subire perdite non indifferenti,
quando le truppe francesi entrarono a Busalla,
il borgo era ancora occupato dalle guarnigioni austriache. Il sindaco
busallese, Antonio Ferrari, forzò il paese di Crocefieschi, con la
partecipazione delle truppe francesi, percorrendo le
rocche del Reopasso,
accerchiando le truppe austriache e le bande di Cavero.
Gravi danni furono recati alle abitazioni feudali poste nel
centro storico e alla popolazione subì un grande saccheggio. Ribelli
e vinti furono sommariamente giustiziati nel bosco della Braia.
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Compiuta lUnità dItalia,
il Comune di Crocefieschi nasce nel 1866, anno a cui risale il suo
primo registro di stato civile. Intanto, nel 1903, Vobbia ed altre
frazioni si staccarono a causa di insanabili
contese e costituirono un Comune autonomo, ed anche per questo il
paese si ridusse da quasi quattromila anime a poco più di mille abitanti.
Nella Prima Guerra Mondiale, come ricordano le lapidi nella chiesa
parrocchiale, morirono quattordici crocesi e molti furono i feriti.
Durante la Seconda Guerra, Crocefieschi ripagò il suo tragico contributo.
Nel settembre 1944 un distaccamento di tedeschi si stabilì nellalbergo
Borgonuovo per effettuare rastrellamenti nei boschi, dove erano uomini
forniti di permesso ed addetti alla lavorazione del legname e del
carbone.
Frequenti erano anche le retate per ricercare i partigiani, per cui
venne ordinato che dopo il coprifuoco fosse esposto lelenco
dei nominativi degli occupanti di ogni singola abitazione e fossero
lasciate aperte le porte, per controllare così che non si desse ospitalità
ai fuggiaschi. Con la fine della guerra, il
paese riprese lentamente la vita.
Seguirono altri avvenimenti, importanti per chi li visse, quali la
grande frana nel 1960 nella frazione di Vallegge e lacquisto
del Parco della Braia
da parte del Comune.
Oggi non rimane quasi nulla del borgo feudale, originariamente situato
a Castello, località a nord est dellattuale centro. A
seguito di probabili frane e distruzioni, la zona del castello fu
abbandonata intorno al XVII secolo.
Oggi resta solo il tipico impianto lineare, maggiormente caratterizzato
da edifici che hanno subito incrementi in altezza. da visitare la
chiesa parrocchiale di Santa Croce del 1579, meravigliosamente affrescata,
la Cappella di N.S.
della Guardia, recentemente restaurata, ed i due
palazzi gemelli dei Fieschi, all'interno di piazza IV Novembre.
Attualmente tutte le frazioni del paese, tra le quali
Strassera,
Martellone, Vallemara, Crosi, Crebaia e Vallegge, sono raggiungibili
lungo la strada carrozzabile o a piedi, medianti brevi e piacevoli
passeggiate.
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