MARSIGLIA - S. GIOVANNI BATTISTA
Marsiglia di Davagna (GE) - (P.T. 16120 Meco (GE) - Tel.
Pubbl. 90.71.46
CENNI STORICI
Un legato del 5 e un altro dell'11 novembre 1213
documentano l'esistenza di una chiesetta in Marsiglia nel sec.
XIII.
Prima del 2 dicembre 1248 e ancora nel 1303 Marsiglia e Calvari
unite erano governate da un unico rettore.
Una dichiarazione del 5 maggio 1386 presenta la chiesa di Marsiglia
senza cura d'anime e in rovina.
Il papa Clemente VIII in data 15 marzo 1600 scriveva al Vicario
generale di Genova che l'arcivescovo Matteo Rivarola in occasione
della "Visita" aveva smembrato Marsiglia da Calvari,
che il patrizio genovese Giovanni Tamburini q. Bartolomeo oriundo
di Marsiglia aveva dotato la chiesa di un annuo reddito di lire
150, per cui, anche a istanza dei parrocchiani, concedeva al benefattore
e successori il giuspatronatoo con diritto di presentazione del
rettore.
Morto l'arcivescovo Rivarola, nel novembre 1600 a Parma, Marsiglia
fu fatta parrocchia nel 1603 dal nuovo presule Orazio Spinola.
Il Tamburini il 29 aprile 1603 presentava come primo parroco prete
Domenico Gioardo di Ventimiglia, approvato l'indomani dal Vicario
generale; il diritto passo ai successori fino al 1838, anno nel
quale passo definitivamente all'Arcivescovo.
La chiesa è ad unica navata con tre altari; una grande
lapide in latino ricorda la benemerenza del Tamburini e i privilegi
acquisiti.
La torre campanaria fu costruita nel 1645.
Nel 1674 l'arcivescovo Giov.Battista Spinola staccava Marsiglia
dalla pieve di Bargagli, della quale era suffraganea dal 1603
e la univa alla parrocchia di Rosso.
Durante le guerre napoleoniche chiesa e canonica subirono saccheggi
e l'archivio fu incendiato. Il card. P. Boetto con suo decreto
27 agosto 1940 elevava la parrocchia di Marsiglia a prevostura.