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Fiume
Scrivia, affluente del Pò |
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Lungo la SP 13 che conduce verso Creto
si trova il santuario di Santa Maria delle Tre Fontane.
Lo Scrivia nasce al
le pendici dell'Antola, dalla confluenza del torrente Laccio e del
Pentemina. Con un
percorso di oltre 88 km , attraversa tre regioni, riversando le
sue acque nel fiume Po, in cui si immette da destra.
Nel 1874, lo storico Emanuele Celesia nelle sue Passeggiate Appennine
ricora, così, con una sommaria descrizione, il percorso del torrente
dalle sorgenti sino a quando versasi in Po presso Stradella:
"bella e lieta valle si è quella cui solca lo Scrivia (Jria),
il quale ha le sue scaturigini sui dossi dell'Antola, di Prelà,
e di Fo sopra Torriglia, non che su quelli di Corsica e Spina nell'alto
Bisagno...".
Lo Scrivia incontra lungo il suo percorso alcuni affluenti, di sviluppo
e portata molto vari, che danno origine a valli laterali.
Poco consistenti sono quelle della sponda di sinistra, per la vicinanza
della linea spartiacque. Fanno eccezione la valle percorsa dal rio
di Creto, che in prossimità
del santuario delle
Tre Fontane incontra il rio
Noci e quella del Traversa, che si immette nello Scrivia a
Borgo Fornari ed ha nella tesata la cima su cui sorgeva la rocca
di Fraconalto Per questa strada passa l'unica strada di collegamento
tra la valle Scrivia e la val Lemme. La strada è antica ed interseca
nel territorio di Fraconalto il confine della provincia di Alessandria,
che qui, contrariamente alla convenzione geografico-amministrativa,
travalica la linea spartiacque, avvicinandosi a
Busalla e Ronco Scrivia.
A Ronco, in frazione Villavecchia, affluisce nello Scrivia il rio
Ladde. Forma una valle in capo alla quale sono situati i centri
rurali di Cipollina, Porale,
Banchetta, Tana d'Orso, in cui si ritrovano interessanti esempi
di architettura rurale del passato. Qui, in questo territorio, sorgeva
l'antica abbazia di Santa Maria del
Porale, che ebbe grande importanza nel periodo Medioevo. A Ronco,
si incontra anche uno dei ponti più interessanti dell'intera valle,
autentico simbolo del comune.
A Creverina, nel territorio
di Isola del Cantone, il rio San Rocco
scorre incassato tra rocce di puddinga.
Infine, a
Pietrabissara si getta nello Scrivia il rio
Borlasca, che nell'ultimo tratto si apre la strada tra pareti
dirupate di conglomerati dalla grana fine: qui si possono trovare
cave, che per lungo tempo hanno fornito lavoro agli scalpellini
locali e a quelli venuti dalla Lunigiana, per la produzione di paracarri,
stipiti per porte e finestre, mensole, scalini, materiale da rivestimento,
cordoli segnapiano e conci per murature.
Gli affluenti di destra determinano, invece, valli più lunghe ed
articolate. La valle percorsa dal
Pentemina ha nella testata il monte Prelà ed è stretta, pittoresca
ed intatta. Vi si annidano piccoli centri rurali, tra cui Pentema,
raro esempio di corretta conservazione dell'ambiente agricolo-pastorale,
Tinello, situato dove la vallecola comincia a distendersi a ventaglio,
in una bella corona di monti, ed i due nuclei di Serre.
L'affluente dello Scrivia che si addentra più in profondità nella
catena appenninica è il Brevenna.
La valle, solitaria e boscosa, ha inizio ad
Avosso e termina oltre Senarega.
E' percorsa da un torrente dalle acque limpide, pescoso, interrotto
da cascate e attraversato in più punti da vecchie mulattiere, che
dal fondovalle salivano ai pascoli delle comunaglie.
Tra Busalla e
Sarissola confluisce nello Scrivia il rio Seminella. E' un torrente
breve che nasce sotto le
Rocche del Reopasso. La parte alta della valle costituisce una
breve soluzione di continuità nella formazione rocciosa dei conglomerati
di Savignone, lungo la costa dove
sorge Crocefieschi, ma a nord di questo
centro, la montagna, si impenna, per culminare nelle cime del Reopasso
(m957) e della Sella del Diavolo (m978).
A Isola del Cantone si immette nello
Scrivia il torrente Vobbia, che raccolte le acque del Fabio e del
Vallenzona, segue un bellissimo itinerario fatto di piccole gorges,
in cui trovano collocazione anche
due laghetti artificiali. Nei pressi del
Ponte di Zan, dove il rio Busti offre il suo contributo modesto,
l'inconfondibile presenza del
Castello della Pietra vigila sul suo cammino.
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