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Parrocchia di Borlasca, comune
di Isola del Cantone |
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Da Pietrabissara
si può salire a Borlasca, località che si affaccia sulla Val Lemme. Nella
chiesa parrocchiale, recentemente restaurata, è possibile ammirare
il Martirio di S. Agnese, una replica posteriore al 1610 autografa
di Camillo Procaccini del più famoso, ed omonimo, dipinto conservato
a Palazzo Borromeo dellIsola Bella, sul Lago Maggiore.
Anticamente, il paese era sede di un vicariato foraneo, che comprendeva
Prarolo, Pietrabissara ed altre frazioni.  La
chiesa (foto qui a lato) aveva cinque altari e l'entrata era verso
Costapelata.
Nell'oratorio, adiacente, ma separato e fornito di tutti gli arredi
( foto sottostante), si conservano ancora i documenti riguardanti
le regole per l'elezione del Priore, le preghiere che dovevano dire
i confratelli, e le norme per le tre processioni annuali d'obbligo.
esse si svolgevano in paese, a Costapelata ed alla Madonna della Tosse.
Per l'occasione venivano cantate le Litanie dei santi come per le
rogazioni.
A Borlasca esisteva anche una confraternita, con il nome di Santa
Maria di Borlasca, istituita nel 1748 da Pio VI con un Breve,
conservato tutt'oggi. Coloro che aspiravano ad entrare nella confraternita
erano generalmente giovani ed iniziavano il tirocinio offrendosi volontariamente
per il trasporto dei defunti.
Ogni iscritto anziano versava una somma a favore dell'oratorio, variabile
di anno in anno. Alla Confraternita spettavano anche le elemosine
raccolte nella seconda Messa, le offerte per i ceri che l'oratorio
forniva per i funerali e le multe pagate dagli iscritti assenti alle
riunioni.
L'elezione del Priore avveniva attraverso il Parroco, che si recava
nel coro, seduto con le spalle all'altare, munito di carta e penna;
i confratelli passavano uno per volta, si inginocchiavano per dire
un'Ave Maria, quindi passavano nel coro comunicando il loro voto al
Parroco, che rendeva noto il nome dell'eletto alla Messa seguente.
esisteva una preghiera particolare per dopo l'elezione, mentre si
vestiva il nuovo Priore con i suoi paramenti, si cantava il Veni
Creator, mentre il vecchio Priore cingeva con il cordone il suo
successore. |
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Camillo
Procaccini, Martirio di S. Agnese:
Questo dipinto rappresenta una replica autografa di Camillo
Procaccini, limitata però solo al gruppo centrale, dell'analoga pala
che si conserva nella chiesa di S. Giustina a Torregarofoli, dove
esiste tutto un ciclo di ben 24 tele inedite dell'artista.
La pala di Torregarofoli è a sua volta replica del famoso Martirio
di S. Agnese dipinto dal Procaccini per il Duomo di Milano nel
1590-91, ed oggi conservato nel Palazzo Borromeo dell'Isola Bella,
sebbene se ne differenzia in alcuni particolari che ricorrono, invece,
pressochè identici nel piccolo dipinto analogo di Castello Sforzesco
a Milano e che, quindi, va posto in relazione più con questa pala
che con la versione del Duomo.
Per quanto riguarda la datazione della versione in oggetto, come per
tutto il ciclo di Torregarofoli, va precisato che il linguaggio pittorico
è assai più aderente a quello dell'autore dopo il 1610 che non a quello
delle prime opere per il Duomo.
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