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  ...castello Spinola, comune di Isola del Cantone  
  Il nome di Isola del Cantone deriva dall’unione di due borghi, quello di Isola, sito sulla sinistra dello Scrivia, dove si è sviluppato il centro urbano ed il secondo, Cantone, alla destra, in cui sono stati costruiti due castelli.
Il primo è proprio quello degli Spinola, forse del XIV secolo ed inglobato in costruzioni più recenti. Il secondo è quello degli Spinola – Mignacco.
Dalla via principale del paese si imbocca il bivio per Vobbia e Montessoro, fermandosi prima della strada che conduce allo svincolo autostradale.
La torre del castello è rotonda e seminascosta: la struttura è risalente al 1370 e nel tempo non deve aver assolto, come tutto il borgo del resto, a ruoli strategici rilevanti.
Nel 1797 perse anche ogni caratteristica di controllo civile in seguito alla soppressione dei feudi liguri.
Fu poi venduto nel 1819 da Giacomo   Spinola, il cui casato ne era in possesso da vari secoli, alle famiglie Denegri e Zuccarino, che in seguito lo trasformarono parzialmente in case d’abitazione.





Il Palazzo Spinola di Isola nel secolo XVIII
tratto da, Lorenzo Tacchella, "Nuovi Documenti per la Storia di Isola del Cantone", Verona, 1990.

«All'archivio di stato di Milano abbiamo recentemente reperita una lettera che la feudataria di Isola marchesa Maria Camilla Spinola Veneroso il 24 dicembre 1784 indirizzava al plenipotenziario imperiale in Italia, ragguagliandolo sulle condizioni del Palazzo Spinola di Isola e sollecitando un provvedimento adeguato. Il contenuto della supplicante è il seguente: "Eccellenza. Per tratto del mio dovere non posso risparmiare a V.E. l'incomodo d'un riverente mio foglio, per augurarLe col medesimo ogni maggiore prosperità sì spirituale che temporale nelle prossime Sante feste natalizie, e per una longa serie d'anni in avvenire, che V.E. possa mai desiderarsi, e che la degnissima di Lei persona ben merita.
La prego a gradire quest'Uffizio di felicitazione come un atto della mia devota osservanza, e di quella stima che mi pregio professare alla Eccellenza Vostra.

Non posso a meno fra tanto di rassegnarLe, che minacciando rovina porzione del Palazzo Marchionale spettante al Sig.r Marchese mio condomino, oltre che rovinando porterebbe pregiudizio alla porzione di mia spettanza per essere le due porzioni parte sotto lo stesso tetto e parte adiacente; ed oltre che in alcuna di detta rovinosa parte io vi ho il passo, essendo la porzione spettante al detto Sig.r Condomino in mezzo a due mie porzioni, ed essendo principalmente detta porzione del Sig.r Condomino Fideicommesso paghi a me il gravante statovi dai mie maggiori con l'assenso Cesareo imposto, al quale fideicommisso ho io eventualmente la chiamata, così egli è in dovere non solo di non farlo diroccare, come avrebbe forse pensiero, ma anzi di mantenerlo, così le ho fatto più volte protestare, anche in tempo che ancor viveva suo Padre, ma vedendo a nulla servir le proteste, ho ultimamente lui fatto dire decisamente, che o io ricorrerò ove devo. Così farò ricorrendo a V.E. qualora egli mi risponda non voler riadattarlo. Stimo perciò prevenirLa, per quindi fare all'opportunità le mie parti con Vostra Eccellenza. da cui anellando intanto l'onore di qualche pregievolissimo cenno, passo con immutabile ossequio ad invariabilmente rassegnarmi, di Vostra Eccellenza Dev.ma ed Obblig.ma Serva Maria Camilla Spinola Venerosa Genova li 24 dicembre 1784".
Alla lettera della marchesa Maria Camilla Spinola Veneroso, faceva riscontro il plenipotenziario imperiale in Italia in data 29 dicembre 1784, esprimendo in termini rigidamente diplomatici la sua solidarietà nei rispetti delle divergenze che essa marchesa aveva con il marchese Francesco Maria Spinola condomino di Isola e comproprietario del Palazzo Spinola. Come evidenziato dall'esposizione di Camilla Spinola Veneroso, il marchese Francesco Maria lasciava in uno stato di completo abbandono la sua residenza in Isola, al punto di compromettere la stabilità dell'edificio parzialmente posseduto dalla marchesa.
Dalla lettera del plenipotenziario: "...Io non saprei come meglio dimostrare a V. Signoria Ill.ma la mia riconoscenza che col pregarLe io pure dal Cielo ogni prosperità e di esibirmeLe pronto in ogni occasione a dimostarglieLa anche coi fatti. Ritengo poi a mia buona notizia quanto Vostra Signoria Ill.ma mi accenna sul punto del Marchionale Palazzo spettante  in porzione al Sig.r Marchese suo Condomino che minaccia di rovinare, per fare quell'uso  che a suo tempo potessero richiedere le circostanze. Sono colla solita perfetta stima ed eguale considerazione...".
Da varie deposizioni testimoniali disposte dal feudatario Stefano Spinola q. Gerolamo q. Antonio q. Giorgio negli anni 1683-1684, apprendiamo che il di lui genitore Gerolamo Spinola signore di Isola, circa l'anno 1748 aveva curati i lavori di restauro al proprio Palazzo in Isola. I costi per l'intervento erano poi risultati superiori al previsto, per cui il committente feudatario aveva espresso pubblicamente il suo disappunto; ma infine avendo constato il risultato dei lavori se ne era compiaciuto.
Sebbene nei documenti di quest'epoca la residenza dei feudatari di Isola del Cantone sia costantemente designata con il termine Palazzo, considerando alcuni elementi architettonici ancora esistenti compositi di residue opere murarie tre-quattrocentesche, non esitiamo ad identificare nell'edificio un rifacimento seicentesco dell'antico castello di Isola, di cui pre la prima volta si ha specifica menzione nel noto trattato del duca di Orlèans riferibile all'anno 1394 come più volte da noi documentato ».
 
 
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