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Parrocchia
di San Bartolomeo di Vallecalda, comune di Savignone |
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Leggermente appartata rispetto all'attuale strada
statale, che costituisce l'arteria primaria della zona, la chiesa,
il sagrato, l'oratorio ed il circolo parrocchiale costituiscono un'isola
circondata dagli alberi più aperta verso la campagna a monte che verso
la strada a valle.  La
prima testimonianza riguardo alla chiesa risale alla bolla pontificia
di papa Celestino III, del 1196, in cui viene definita "cappella
di San Bartolomeo di Valcalda colla parrocchia". Attualmente,
secondo gli studi più recenti, sembra che alla chiesa fosse annesso
un ospedale, nel significato primitivo di centro di accoglienza e
ricovero per i pellegrini. Sia la chiesa che l'ospedale probabilmente
dovevano essere alle dipendenze del monastero di Precipiano.
La parrocchia subisce negli anni molte modifiche di giurisdizione,
nel 1523 è nel catalogo della Diocesi di Tortona, nel XVI passa sotto
quella di Santo
Stefano di Casella, nel 1765 dipende da Serra, nel 1838 un Sinodo
l'affida a Borgo
Fornari e quindi a Ronco
Scrivia, nel 1952 il cardinale Siri l'affida a Montoggio
e poi definitivamente alla Diocesi di Genova.
La chiesa di San Bartolomeo presenta architettonicamente una pianta
rettangolare. La facciata, dipinta in tenue tonalità di rosa e di
verdolino, mantiene una sua ricercatezza particolare nelle belle forme
barocche. Decorata da due ordini di colonne, è impreziosita da una
scalinata dai bordi arrotondati. Il campanile, a destra dell'edificio
religioso, è di forme semplici e culmina in una cupola coperta di
tegole di cemento, su cui è leggibile la scritta "nos defendat
amen". L'orologio che adorna il campanile è databile al 1832.
All'interno
della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo
di Vallecalda, al primitivo ed unico altare se ne sono aggiunti
altri due, rispettivamente dedicati alla Madonna del Rosario e a Sant'Anna.
Nella chiesa si possono ammirare importanti dipinti, tra i quali l'Assunzione
della Vergine del 1567 e l'artistica pala di Sant'Agostino
ed altri Santi di Luca Cambiaso, provenienti probabilmente da
San Bartolomeo dell'Olivella in Genova, e due dipinti di argomento
biblico, Rebecca al pozzo e Labano che cerca gli idoli,
di un seguace anonimo della scuola di Pietro da Cortona.
Tra le decorazioni interne si può inoltre osservare lo splendido organo
ricevuto in dono dal convento dei Frati di San Nicolò di Borzoli,
poiché in seguito alla soppressione degli Ordini Ecclesiastici, la
parrocchia ne era rimasta priva.
(in alto a sinistra, particolare dell'altare
della parrocchia; sopra ed a destra, due aspetti dell'esterno
della chiesa)
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Luca Cambiaso, Assunzione
della Vergine:
Quest'opera si trovava in origine nella chiesa genovese di S.
Bartolomeo dell'Olivella come la sua compagna raffigurante S.
Agostino ed altri Santi. Entrambe le opere sono state
rese note per la prima volta da Giuliano Frabetti, alla lettura
del cui saggio si rimanda per una più approfondita informazione. Sul
basamento del sepolcro l'artista ha segnato la data d'esecuzione
1567, che riporta ad un momento tra i più felici dell'attività
del Cambiaso, quando uscirono alla luce opere come Riposo
in Egitto dell'Accademia Ligustica di Belle Arti e la pala di
S. Maria della Cella.
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Luca Cambiaso, S.
Agostino ed altri Santi:
Anche questo dipinto, come il compagno, è stato reso noto
per la prima volta dal Frabetti,
che ha ravvisato nelle due tele le opere descritte dalle antiche
guide nella chiesa genovese di S. Bartolomeo dell'Olivella.
Nella parte inferiore, un'iscrizione riguardante la
committenza dell'opera indica la data di esecuzione, 1580.
Alcuni particolari di questo dipinto fanno presupporre alla
collaborazione degli allievi di bottega, particolarmente evidenti
nelle fitte pieghe sulla manica della Maddalena ed in altre
parti della stesura dei panneggi.
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Anonimo, Labano
che cerca gli idoli:
Questo dipinto raggruppa in un'unica composizione spunti tratti
dalle due opere di Pietro da Cortona, conservate nei musei di
Bristol e del Louvre, raffiguranti Labano che cerca gli
idoli e Allenza di Giacobbe e Labano.
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Anonimo, Rebecca al pozzo:
L'autore di questo dipinto, insieme al compagno che raffigura
Labano che cerca gli idoli, è probabilmente un artista
appartenente alla cerchia di Pietro da Cortona.
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Madonna del
Carmine:
Statua lignea policroma, scuola genovese del sec. XVII.
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