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Mulino
del Ponte di Savignone, comune di Savignone |
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La prima edificazione del mulino del ponte di
Savignone risale al
1840,
mentre
una sua seconda ricostruzione al 1904. Attualmente è di proprietà
della famiglia Cicardi, di Cicardi Giacomo.
Costituito da una pianta rettangolare, sopra il piano di macinazione
si trova la zona abitativa.
Il mulino funzionava con l’acqua del rio Camiasca e passando dai Fieschi
ad altri proprietari dopo secoli di vita operosa è andato in pensione.
All’interno si può ancora ammirare il meccanismo tecnologico realizzato
prevalentemente in legno.
In altri tempi erano numerosi i mulini attivi lungo lo Scrivia
ed i rii delle vallate laterali, che macinavano grano, granturco,
ceci, biade, castagne per le comunità locali.
Attualmente, il mulino, con coperture a due falde in tegole marsigliesi,
si presenta come una grande costruzione a tre piani ampiamente rimaneggiata
di cui il piano terra con la ruota in evidenza ed i corrispondenti
granaggi all'interno, costituisce il nucleo di maggior interesse.
Oggi, il mulino è stato ristrutturato nella sua parte abitativa
e nel corpo aggiunto, che funge da fienile.
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