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  Museo degli Alpini di Savignone  
  Il 24 maggio 1998 è stato inaugurato, a Savignone, il Museo degli Alpini. La sua sede è situata nel seminterrato del Palazzo Comunale, presso la Sede del Gruppo Alpini di Savignone. La collezione permanente del Museo appartiene alla Sezione di Genova dell'Associazione Nazionale Alpini. La commissione, che gestisce il Museo, si propone di documentare, con la raccolta sistematica di materiali quali fotografie, documenti, uniformi, distintivi, cartoline, cimeli, equipaggiamenti etc., la vita e le gesta delle truppe alpine, dalla loro fondazione ai giorni nostri. Particolare rilievo è dato alle tradizioni alpine delle valli liguri e di tutti i suoi combattenti. La collezione del Museo è così ripartita tra le varie sale:

     


SALA del TRICOLORE:
al centro la Bandiera Nazionale con la sua storia; di particolare interesse nella vetrina laterale, insieme con alcune vecchie pubblicazioni di manualetti di tecnica militare, diverse schegge estratte dal corpo del Serg. E.Queirolo di Rezzoaglio, classe 1894, ferito nella battaglia dell'Ortigara; alla parete una mantellina usata nella Grande Guerra, ritrovata nei pressi della Forcella di Fontananegra sulle Tofane. Alle pareti vi sono dei quadri con cartoline relative a reparti alpini, uniformi, di ieri e di oggi: nel riquadro della finestra un busto di gesso del S. Ten. Anselmo Macciò della Divisione "Julia". Nella sala si trova anche un stereoscopio con vetrini tridimensionali riguardanti la Grande Guerra combattuta sul fronte italiano e negli angoli della sala trovano spazio diversi manichini con divise di varie epoche.

SALA dei COMBATTIMENTI:
vi si possono ammirare una tavola di bronzo finemente lavorata, riportante il "Bollettino della Vittoria" e la bandiera dell'Ass. Naz. Combattenti e Reduci di Savignone, fondata nel 1927; foto e medaglie dei combattenti della Valle Scrivia; un pannello dedicato al Gen. Giuseppe Domenico Perrucchetti (1839-1916), fondatore degli alpini, con alcuni interessanti documenti (atto di nascita - attestato del Re - telegramma di condoglianze alla moglie, firmato Gen. Diaz). In questa sala si può osservare anche un basto per muli.

SALONE DELFO PIERAMATI:
intitolato all'amico degli alpini, promotore del Museo; è ricco di materiali e fotografie riguardanti gli alpini e, in particolare, la loro partecipazione agli avvenimenti storici dell'Italia in questo secolo. Notevoli alcuni reperti del 1915-18, elmetti, borracce, giornali d'epoca, oggetti vari ed alcune fotografie inedite del Ten. Domingo Marchini, compagno d'armi di Cesare Battisti. Arricchiscono il salone alcuni manichini con uniformi da varie epoche. Tra il materiale da grande interesse storico, il piastrino della M.O.V.M. S. Ten. Carletto Gavoglio genovese, caduto sul fronte russo.
Alle pareti sono sistemati in bacheche numerosi distintivi di vari reparti alpini; vi è anche esposta la raccolta completa degli erinofili alpini(bolli chiudi lettera) esistenti e foto ritraenti gli alpini, sui vari fronti dove combatterono.
 
  SALA PADRE BASILIO :
dal nome del Ten. Cappellano Padre Basilio Schenone M.A.V.M. di Savignone; alle pareti di questa sala una ricerca eseguita dall'Associazione Marinai d'Italia, riguardante le navi della Marina Militare italiana intitolate agli alpini con foto, dati storici e tecnici ed altro materiale.

Tenente Cappellano
Padre Basilio Schenone, M.A.V.M.
Cenni storici:

Padre Basilio Schenoneè nato a Savignone, il 24 marzo 1910, da Luigi e Vittoria Oberti. Ancora ragazzo, rispose alla chiamata di Dio, consacrandosi alla vita religiosa. La sua formazione religiosa e culturale si concretizzò nei collegi francescani della provincia ligure. Nell'anno 1932, fu ordinato sacerdote e, due anni dopo, inviato a Roma presso il Pontificio Ateneo Antonianum. Compiuti gli studi si laureò in Diritto Canonico nel 1938. Ritornato nella provincia ligure, fu chiamato alle armi ed arruolato nella 48° Sezione Sanità in qualità di Tenente Cappellano. Svolse il suo ministero sacerdotale dapprima nei combattimenti inviati sul Fronte Francese e, successivamente, nel contingente impegnato sul Fronte Greco-Albanese.
Delle azioni che compì in quel tempo, con rettitudine e coraggio, era restio a parlarne, ma ora abbiamo una chiara testimonianza delle lettere rinvenute tra i suoi documenti, corrispondenza che aveva ricevuto dai giovani soldati e dalle loro famiglie. Le Autorità Militare, per il suo comportamento e spirito di abnegazione, gli conferirono le decorazioni di una "Medaglia d'Argento al Valore Militare" ed una "Croce di Guerra". Ritornato nella provincia ligure, ricoprì innumerevoli incarichi, che finirono con l'allontanarlo dai luoghi a lui cari. Morì il 1 gennaio 1969 all'età di 52 anni a Roma, dove da oltre cinque anni, era stato designato dall'ordine francescano, Definitore Generale dell'Ordine.
Ora riposa nella cappella del cimitero di Savignone.
(Appunti tratti da "Quaderni del Chiostro", a cura di E. Ciccardi)

Motivazione della M.A.V.M.:
"Tenete Cappellano 48° Sezione Sanità durante quattro mesi di servizio presso reparto someggiato, dislocato in posizione avanzatissima, assolveva la sua missione con zelo ed amore, dimostrando ripetutamente ardimento e sprezzo del pericolo nel soccorso ai feriti e nella raccolta dei caduti sotto il tiro delle artiglierie e delle mitragliatrici nemiche. Esempio costante di generosità, di alto sentimento del dovere e di cosciente coraggio".
(Lekdushay-Tepeleni [Fronte Greco-Albanese]
17 dicembre 1940-17 aprile 1941)

SALA SERG. MAGG. LOMBARDO EMILIO:
altra M.A.V.M. di Savignone; vi sono esposti diversi ingrandimenti di foto sugli aspetti della vita in trincea. Questa sala è adibita anche a teca dove, su richiesta, si possono osservare diversi filmati.

Sergente Maggiore degli Alpini
Lombardo Giovanni, M.A.V.M., Cavaliere di Vittorio Veneto
Cenni storici: Lombardo Giovanni
è nato a Savignone, il 14 dicembre 1889 da GioBattista e Maria Garrè. Viene chiamato alle armi il 18 novembre 1909 nel Battaglione Mondovì del 1° Reggimento Alpini. il 30 giugno viene nominato Caporale ed il 31 novembre 1911 è promosso al grado di Caporale Maggiore Trombettiere; il 3 settembre 1911 è trasferito al battaglione Ceva e nell'ottobre dello stesso anno viene posto in congedo. Fu richiamato sotto le armi per ben due volte, prima della Grande Guerra; il 5 agosto 1912 la prima volta in occasione della Guerra d'Africa, ma lui non fu inviato in zone operative. Il secondo richiamo lo ebbe il 2 agosto 1914. Per effetto del Regio Decreto del 22 aprile del 1915, circ. 555bis, fu chiamato a servire la patria nella Prima Guerra Mondiale e si presentò al suo Battaglione il 17 maggio 1915. Sempre nel Btg. Ceva, giunto in territorio di guerra il 19 settembre 1915, lo stesso mese Lombardo viene nominato sergente. Partecipa con il suo Battaglione alla Battaglia dell'Ortigara, dove tra il 19 ed il 21 giugno, sulla quota 2105, compie il suo dovere, venendo insignito di M.A.V.M., dove fu anche ferito alla spalla sinistra. Il 10 maggio 1918 viene nominato Sergente Maggiore ed il 27 luglio 1919 viene congedato con tutti gli onori.

Motivazione della M.A.V.M.:
"Caduti tutti gli ufficiali della sua compagnia, raccoglieva e riordinava il reparto già molto ridotto per le rilevanti perdite, con intelligenza ed energia mirabili lo manteneva saldo, sulla linea di fuoco finché venne egli stesso colpito".
Monte Ortigara 19-2° giugno 1917

(concessione 36755)
 
 
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