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Oratorio
di San Giacomo a Savignone, comune di Savignone |
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Loratorio di San Giacomo a Savignone, unitamente
a quello di Vobbia dedicato
alla S.S. Trinità, risulta essere tra i più antichi dellAlta
Valle Scrivia. La prima citazione dell'oratorio, insieme ad un non
ben definito "spedale", compare, secondo gli studi
dello storico Legè, nella bolla di papa Celestino III datata 1196.
Secondo questa ipotesi, la costruzione dell'edificio, quindi, risalirebbe
ai benedettini, mentre per l'intervento dei Fieschi nel XV secolo,
signori feudali del luogo, si potrebbe parlare solo di ricostruzione.
Tuttavia, lo storico Goggi, opponendosi a questa prima ipotesi, fa
risalire le origini dell'oratorio ad un editto di Carlo magno, che
imponeva di restaurare gli edifici di culto e gli annessi ospedali.
La sua costruzione, forse dovuta alla vicinanza con la strada di fondovalle
fondamentale per i collegamenti, aveva quindi la funzione di ricovero
per pellegrini e viandanti.
Si racconta che allepoca della sua fondazione, il priore della
confraternita risiedesse a Voltaggio, mentre il vice priore a Torriglia.
Nel 1368 l'edificio viene citato in un documento ufficiale che lo
include inspiegabilmente nell'elenco delle chiese dipendenti dalla
Diocesi di Genova. Nel 1439, Pietro Fieschi, signore del luogo, assegna,
nel testamento, una rendita di L. 50 annue e si impegna a ripararne
il tetto con "acconcio legname e lastre di pietra"
ed a costruirvi accanto una casa "dove potesse convenientemente
abitare un sacerdote". Nel 1787, però, il complesso
doveva essere in cattive condizioni, se il conte Agostino Fieschi
tentò di impedire al vescovo Peyretti, in visita, di recarsi all'oratorio
del Ponte di Savignone.
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