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Il grosso caseggiato si affaccia sulla piazza
di Savignone prolungando
idealmente la facciata della chiesa
parrocchiale
di San Pietro e Paolo, a cui è collegato idealmente da un arco.
Fondato nel 1770/78 dal conte Gerolamo Fieschi, con proprio denaro,
e dagli abitanti del borgo, con le loro fatiche, venne eretto
nellarco di sette anni e dedicato ad uso di ospedale, capace
di quaranta letti, con le abitazioni del medico, del farmacista, del
sacerdote e di altri impiegati. In seguito, con la caduta dei Feudi
Imperiali Liguri, nel 1797, rimase privo di rendite, di direzione
e di padrone. Oggi si può ancora leggere uniscrizione allingresso
dellinfermeria, su di una tavola di marmo: "tu es domine,
qui vitae et mortis habes potestatem et deducis ad portas mortis et
reducis. Anno 1771 incoatum. 1777 absolutum". Sopra, si può
ammirare il sigillo degli antichi conti, laquila imperiale austriaca,
con leffigie di un gatto seduto sulla corona ducale e sotto
il motto sedens ago, simbolo della sapienza che opera più con
lingegno che con la forza. Attualmente,
si distingue un ampio piano terra, adibito ad uso commerciale, su
cui si aprono quattro portali minori, due a destra e due a sinistra.
Sopra, un ammezzato, probabilmente più basso d'aria di un piano
normale per l'epoca, adibito ad uso abitativo, prende luce dalla
piazza con sette finestre. Ancora sopra, il piano più nobile
con sette finestroni; infine nel vano sottotetto ancora sette finestre
di piccole dimensioni di cui le prime due a partire da sinistra
sono "finte".
La facciata, prospiciente la piazza, è interamente decorata, secondo
il doppio ordine del complesso, con un finto bugnato dal piano terra
al primo piano ed una riquadratura delle finestre ai due piani superiori.
(A sinistra:
visione posteriore di palazzo Crosa; a destra, la
facciata del palazzo vista direttamente dalla piazza)
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