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Madonna della Fortuna di Vobbia |
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Ogni luogo, come si sa, ha i suoi santi che vengono
venerati dalla popolazione; molto spesso a queste devozioni sono legate
storie, leggende e tradizioni che, mescolandosi con la realtà,
ci danno suggestive spiegazioni. E ' il caso di Vobbia, dove è
viva la devozione a più di un santo in una religiosità
che ha radici nei secoli passati e proviene da gente contadina, semplice
e legata alle tradizioni; gente che, a detta di chi è andato
a ''spulciare'' tra i vecchi documenti degli archivi, è sempre
stata pia e profondamente legata alla Chiesa e non ha mai disdegnato
di partecipare alle Messe, alle celebrazioni solenni, alle funzioni
quotidiane e al catechismo (quest'ultimo per permettere la comprensione
a tutti, veniva impartito in genovese). Naturalmente molto viva era
ed è la devozione a N. S. delle Grazie, titolare della Chiesa,
la cui statua, opera probabilmente del Maragliano o della sua scuola,
è posta sull'altare maggiore; ma la tradizione racconta come
nacque a Vobbia il culto della Madonna della Fortuna, molto sentito
dai Vobbiesi. Furono la storia legata a questa statua e al culto a
conquistarli. Si narra che il 17 gennaio del 1636, a causa di una
terribile tempesta scatenatasi nel porto di Genova, tra le tante navi
che andarono completamente distrutte ve ne fu una irlandese i cul
resti rimasero a Iungo in balla onde; tra questi vi era la polena
della nave che portava una statua della Madonna. Essa venne recuperata
e messa in un magazzino dote rimase per lungo tempo, con tutta probabilità
da molti dimenticata. Finché un giorno una bambina, cadendo
da una finestra, rimase miracolosamente illesa e disse di essere stata
salvata dalla signora che si trovava nel magazzino. La statua venne
cosi recuperata e portata dapprima in San Vittore e poi nella Chiesa
di San Carlo in Via Balbi, dove si trova tutt'ora. Forse un Vobbiese
a Genova rimase particolarmente colpito dalla storia e dal nome della
venerata e la portò a Vobbia, o forse lo stesso Arcivescovo
Niccolò De Franchi in una visita a Vobbia ne importò
la devozione, fatto sta che la Madonna della Fortuna divenne protettrice
del paese e in particolare di Torre. |
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