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Sorge sulle pendici del monte Castello a 685 metri di altitudine,
alla sinistra del Rio Sarmoria.
Il toponimo "arezzo" é piuttosto difficile da interpretare
ma secondo la traduzione dal greco "alitio ", potrebbe
significare "zona lontana dal mare". E' lecito supporre
quindi che la sua fondazione sia stata opera di popolazioni in fuga
dalla costa ligure, flagellata prima dell'anno 1000 dai Saraceni.
Comunque nella parlata ligure "A-ezo" o "A-eso"
(rimasto invariato nelle forme dialettali) potrebbe significare
"villaggio tra le coltivazioni ed il bestiame"; altra
teoria piú fantasiosa lo riferisce invece alla dea "Aretia"
moglie di Giano, venerata circa duemila anni fa. Le prime notizie
d'archivio risalgono al 1251 quando, il 3 dicembre, Folco di Arezzo
riconosce la dote della sposa Giovanna ("Finche de alecio").
Nel 1253 veniamo a sapere che il paese fa parte del feudo del Castello
della Pietra, ma in seguito verrá inserito
nella giurisdizione di Croce
e, in parte, in quella di Borgo Adorno.
Citazione "illustre" della frazione risale al 1394, quando
il borgo ed il suo castello sono inseriti nell'elenco dei luoghi
a disposizione del Duca d'Orléans: questa del 31 dicembre
1394 é anche l'unica traccia scritta del fortilizio di Arezzo,
che era situato a circa 900 metri di quota e che probabilmente era
una costruzione modesta. Il paese é poi citato nel corso
dei secoli in numerosi atti, trattati e semplici registrazioni d'archivio.
Nel 1960 il parroco, alcuni paesani e il Sindaco, si sono recati
nell'omonima cittá toscana per un "gemellaggio"
ed un incontro con il vescovo ed il primo cittadino. Arezzo conserva
un antico centro storico, con diverse ed interessanti testimonianze
della tradizione architettonica rurale, circondato da numerose abitazioni
recentemente costruite o ristrutturate. Purtroppo in questi ultimi
anni é stato interessato da consistenti movimenti franosi,
che hanno reso necessari complessi interventi da parte degli organismi
preposti.
Arrivando dalla strada comunale si incontra per prima la "villa"
di Inserumi, poi i campi sportivi, il cimitero, la "Villa di
Mezzo"ed infine, divisa dagli orti dal resto del paese, la
"Villa dei Lagori". Di fronte, al di lá del rio
omonimo, sorge a mezza costa il quarto "quartiere" che
compone il paese: Sarmoria, che é in realtá un villaggio
ben distinto. Esso deve la sua esistenza alla Via del Sale; infatti
nelle sue vicinanze passava un percorso secondario, forse utilizzato
dai contrabbandieri. Il toponimo deriva dal termine "salamoia",
poiché sembra che qui venisse cambiata l'acqua ai pesci trasportati
verso la pianura. Sopra all'abitato, sul Bric del Castelletto, esisteva
probabilmente una torre di guardia oggi scomparsa. Sarmoria é
citata per la prima volta nel 1252, quando il 2 Giugno "Simon
de Sarmoira ", compare come testimone in un atto stipulato
nel Castello della Pietra.
L'Osteria,
tutt'oggi attiva, é erede dell'antichissima locanda che ospitava
i mulattieri giá nel Medio Evo. Interessante é il
settecentesco mulino con ruota orizzontale (tipo Pelton), che conserva
ancora caratteristiche architettoniche tipiche e originali soluzioni
"tecnologiche". Nel 1873 il villaggio contava 46 abitanti,
la Villa di Mezzo 160, quella dei Lagori 84 e completavano lo "Status
Animarum" 172 residenti di Inserumi"
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