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Un enorme dinosauro marino? Il fossile dei Piani
Il 9 dicembre 1974 il "Corriere del Pomeriggio" cosí
titolava:
"Fossili di un mostro marino scoperti ai Piani di Valenzana"
(leggi Vallenzona - n.d.a.) e continuava
poi: "E' la prima traccia trovata non solo in Liguria, ma in
tutta l'Europa di un animale vissuto milioni di anni or sono [..],
un capitolo fondamentale degli studi sulle forme di vita" che
popolarono il Continente (3).
Questa notizia portó agli onori della cronaca nazionale la
piccola frazione di Vallenzona allorquando Francesco Bertolini,
giovane socio del "Gruppo Paleontologico della Soc. Amici del
Museo di Storia Naturale G. Doria (Ge)", ritrovò tra
le stratificazioni affioranti dei giá descritti "Calcari
di Monte Antola", un'impronta fossile da alcuni attribuita
ad un rettile marino vissuto circa settanta milioni di anni or sono.
L'eccezionale reperto é costituito da un frammento di roccia
lungo circa sessanta centimetri, nel quale sono visibili i segni
di un tratto della colonna vertebrale dell'animale e dell'osso a
cui era articolata la testa.
Secondo alcune tesi i reperti apparterrebbero ad un plesiosauro,
rettile adattato alla vita marina dal corpo massiccio, piatto e
lungo, con collo lunghissimo (circa dodici metri) ma di eccezionale
mobilitá e testa molto piccola. Esso sarebbe vissuto nel
periodo Cretacico dell'era Mesozoica, contemporaneamente ai brontosauri
e agli altri grandissimi dinosauri. Ció che resta di questo
ingombrante "vobbiese" é conservato ora presso
il Museo Civico di Storia Naturale di Stazzano" (Al).
Nella zona affiorano inoltre altri fossili, conchiglie, piste di
limivori, ecc..
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