HOME ENTI CULTURA STORIA LEGGENDE EVENTI ITINERARI FLORAeFAUNA PAGINE UTILI RETE CIVICA
:: :: :: :: :: :: :: :: :: ::
 
 
  PONTE DI ZAN, comune di Vobbia  
 

Il Ponte di Zan attraversa ardito il Rio Busti, poco prima che le sue acque si gettino nel Vobbia.
A dire il vero se non vi fosse il cartello giallo del "Museo Storico Alta Valle Scrivia" che ci invita a fare un po' d'attenzione, questo antico monumento sarebbe "invisibile" ai piú. Infatti il moderno ponte in cemento armato, costruito negli ultimi anni '30 lo nasconde alla vista di chi percorre la strada. Ma nei secoli scorsi quando la valle era attraversata da persone che si muovevano a piedi o a dorso di mulo, il vecchio Ponte di Zan era necessario per continuare il proprio itinerario e raggiungere la bassa o l'alta valle, soprattutto quando il greto del Vobbia era impercorribile a causa della piena del torrente. Senza un ponte infatti, nessuno avrebbe potuto oltrepassare le scoscese rive del Rio Busti e la strada che collegava la Via del Sale alla Via Postumia, passando ai piedi del Castello della Pietra, sarebbe rimasta inesorabilmente interrotta: questo problema deve aver assillato non poco anche gli antichi signori del castello vobbiese.
Chi dunque costruì il ponte? Forse davvero il diavolo come vuole la leggenda...? Certamente una spiegazione va cercata in azioni piú terrene!
Solo il suo nome, "Zan", se risale alle origini medioevali, puó aiutarci in qualche modo. Poiché Zan é il diminutivo di "Zane ", che in genovese significa Giovanni, si puó ritenere unendo tradizione e storia, che il costruttore del ponte possa essere stato Giovanni Malaspina, figlio di Opizzone II Marchese di Gavi, forse feudatario della Pietra nel XIII secolo.
Ma questa ipotesi formulata da Stefano Costa nel suo vecchio libro su Isola del Cantone (1) ci sembra piuttosto difficile da comprovare, poiché se probabilmente corrisponde a verità che i Marchesi di Gavi furono signori al Castello, é difficile affermare che Opizzone Il e il da noi giá citato Opizzone della Pietra (del consortile di Mongiardino) fossero la stessa persona, come del resto non é provato il legame malaspiniano al maniero della Val Vobbia. Altre ipotesi sulla sua costruzione non sono possibili, visto che nessun documento getta luce su questo problema.
Ma in fondo non é cosí importante chiarire chi ha costruito il Ponte di Zan con il suo arco a tutto sesto lanciato, pietre tra la roccia, da una parete di puddinga all'altra. Scendendo sul greto del Vobbia affascinante é la visuale dal basso dei due ponti e della lunga muratura che verso Vobbia costituiva il sostegno della mulattiera giá in epoca medioevale.
Certamente questa architettura meriterebbe un intervento di ripulitura che la liberasse da rovi ed erbe infestanti anche se già così, nonostante il ponte moderno, riesce a riportare chi la osserva nel passato, con l'attesa di scorgere da un momento all'altro il feudatario del Castello della Pietra che minaccioso, reclama la sua gabella.

 


 




 
 
1999/2000/2001/2002 Copyright Virtual Edge pscarl - Scrivici