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Scenografici torrioni: "la puddinga"
All'occhio dei meno esperti le emergenze geologiche piú appariscenti
della Val Vobbia risultano essere i
torrioni del Castello della Pietra
e le Rocche del Reopasso,
che si innalzano entrambe dalle gole della media valle.
Questi poderosi blocchi rocciosi sono costituiti da una particolare
roccia "la puddinga" (dall'inglese "pudding",
budino) conosciuta a livello scientifico come "Conglomerato
di Savignone", chiamato cosí proprio per la particolare
diffusione che ricopre in Valle Scrivia (es.: Monte Maggio, Monte
Reale, Savignone) e in Val Borbera
(es.: "Ripa" di Rocchetta L., "Strette" di Pertuso).
Questa formazione rocciosa sedimentaria é costituita da ciottoli
arrotondati di diametro variabile (prevalentemente 5-10 cm.) composti
da calcari marmosi, calcari arenacei, arenarie e più raramente
rocce glilitichem cementate da una malta calcareo-argillosa più
fine; osservandone gli affioramenti sembra di vedere una vecchia
colata di cemento con "annegate" tantissime pietre di
fiume.
Questo conglomerato si é formato circa 25 milioni di anni
fa (Oligocene) in seguito ai movimenti della crosta terrestre causati
dalla deriva dei continenti; geometricamente si sovrappose poi ai
"Calcari di Monte Antola".
Laddove sono presenti le puddinghe, il paesaggio assume un aspetto
ripido e scosceso e i corsi d'acqua sembrano quasi seguire percorsi
obbligati tra la dura roccia oligocenica che, nonostante l'aspetto
detritico, risulta poco erodibile e in alcune zone, come presso
il Castello della Pietra, particolarmente compatte. In queste zone
dove non esiste pseudo-carsismo, si originano imponenti fratture
visibili ad esempio sul poco distante Monte Craví.
Da segnalare, sempre nella media Val Vobbia (zona Ponte
di Zan), un affio-ramento di "Marne"e "Marne
a Briozoi" (comprese tra i soprastanti conglomerati e i sottoposti
calcari) risalenti all'Oligocene inferiore.
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