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  SALATA Organo, comune di Vobbia  
 

Cartellino a stampa e penna sul frontalino della tastiera:
FABBRICA D'ORGANI DA CHIESA
DITTA BANCHERO RICCARDO & C.

GENOVA-PONTEDECIMO Restaurato A. D. 1935
Sulla provenienza di quest'organo l'archivio parrocchiale fornisce due distinte località e relative epoche: nel 1774 il rettore Antonio Corsini l'avrebbe acquistato dalla Chiesa parrocchiale della S. Croce di Crocefieschi per lire 400, con la costruzione nel medesimo anno della cantoria. Nel 1861 risulta acquistato l'organo di 500 canne posto a Genova nel coro della Basilica della SS. Annunziata del Vastato, con il conseguente accantonamento di quello antico. Nell'archivio parroc-chiale di Crocefieschi esiste il contratto stipulato il 9 dicembre 1748 dai massari della parrocchia e Filippo Piccaluga per la costruzione del-l'organo, che si riporta comunque trascritto nei documenti.
Ricerche compiute dallo scrivente presso l'archivio della Basilica della SS. Annunziata di Genova non hanno contribuito a risolvere defi-nitivamente l'interrogativo, non pervenendo a rintracciare documenti circa la costruzione, ad opera dello stesso Piccaluga, la vendita e/o il trasferimento dell'organo a Salata, anche se in un inventario risalente al 1861 é indicata la presenza di un organo nel coro. Un intervento effettuato sullo strumento nel 1860 da Giacomo Poggi, e documentato da un'iscrizione posta al suo interno porterebbe a pensare in effetti ad un collegamento con l'Annunziata genovese in quanto il medesimo organaro vi realizzò un organo a due tastiere nel 1864, collaudato dai Serassi due anni dopo, per cui potrebbe aver rilevato il piccolo positi-vo del Piccaluga, occupandosi del trasferimento e rimontaggio nell' attuale sede.
Inoltre nel documento relativo all'acquisto dell'organo di Crocefieschi, scritto nel 1774 dal rettore Corsini di Salata, lo si defini-sce di sei registri, mentre in realtà sono dieci. L'ipotesi piú
attendibile indicherebbe la coincidenza di due strumenti del Piccaluga, il primo risalente al 1748, del quale si dispone del contratto, costruito per Crocefieschi ed effettivamente acquistato d'occasione nel 1774 dal rettore di Salata, il secondo proveniente dall'Annunziata di Genova, costruito fra il 1760 (in quanto in un inventario dell'anno precedente non é annotata l'esistenza dell'organo nel coro), e il 1779 (anno della scomparsa dell'organaro), e collocato nell'attuale sede nel 1861, con conseguente accantonamento del preesistente sempre del medesimo autore.
E' da segnalare un intervento compiuto nel 1777 al medesimo strumento dal sacerdote-organaro Giacinto Rossi (De Rubeis) di S. Martino di Paravanico (Ge), noto per la sua attività svolta sul territorio ligure e nel Piemonte meridionale.
Infine si registra un intervento di Giovanni Battista Paganini e figli di Genova nel 1891 e contrassegnato dal numero d'opera 8, oltre a quello giá citato di Riccardo Banchero di Genova Pontedecimo del 1935, che comportò anche la sostituzione di tastiera, pedaliera ed altre modifiche.
Da tempo lo strumento non suona in quanto la manticeria é danneggiata presentando diffuse perdite d'aria, e molte canne sono rosic-chiate dai topi.
Comunque sia, si tratta di un strumento di pregevole fattura e senza ombra di dubbio opera del genovese Piccaluga, pur avendo subito modifiche in relazione alle vicissitudini subite; fortunatamente gli interventi non hanno interessato in modo irreversibile l'apparato sonoro.



 
 
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