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Salata
sorge a piú di 700 metri di altitudine al confine con la
Provincia di Alessandria, sovrastata dirimpetto dal roccioso Monte
Craví.
Il suo nome non deriva da "sale", come é piú
semplice supporre (spiegazione attribuibile invece a Salata di Mongiardino)
ma é 1a modificazione del termine longobardo "sala ",
"sara" che potrebbe essere un nome o significare "casa
patronale". Un'altra ipotesi indica in "sal", un'altura
tra due torrenti. La Via del Sale
comunque passava qui vicino ed é facilmente intuibile il
perché di questa variazione toponomastica. Le notizie d'archivio
più antiche che la riguardano risalgono agli inizi del 1200,
quando essa é nominata in elenchi di villaggi e paesi a cavallo
tra la Val Sisola e la Val Vobbia, ma
é difficile dire se essi si riferiscono all'omonima localitá
di Mongiardino o alla "nostra" Salata. Spesso infatti
il paese é anche citato, "o confuso", con Caprieto,
che sorge poco oltre, sullo spartiacque con il Rio Busti.
Ancora nel 1771 infatti, l'arciprete di Mongiardino cita la parrocchia
di S. Antonio da Padova di "Capriero".
Fino al 1600 Salata fu frazione della parrocchia di Mongiardino,
ma non sappiamo con certezza a che giurisdizione feudale appartenesse,
visto che non si trova citata negli elenchi riguardanti il Castello
della Pietra (1200) e nell'atto di divisione del feudo di Croce-Savignone.
E' molto probabile una dipendenza dalla Signoria degli Spinola di
Montessoro che erano sicuramente legati a Caprieto mentre certe
sono partecipazioni del signore di Borgo Adorno giá dal 1587.
A tal proposito molto interessante é un fascicolo, conservato
nell'Archivio di Stato di Milano, che riguarda una controversia
sui confini feudali risalente al 1754. Gli uomini di Caprieto (feudo
Spinola di Montessoro) e quelli di Camere (feudo Fieschi di Mongiardino),
si accusano con veemenza di reciproci furti di bestiame, sconfinamenti
e violenze, tanto che i diversi funzionari che relazionano in merito
sono almeno concordi che "le rappresaglie non finiranno se
non che con la morte di piú d'uno".. Nelle vicinanze
di Salata sorgono Casareggio, piccolo villaggio menzionato giá
in un atto del 1235 ("Casaligium") e il citato paese di
Caprieto ("ricovero delle capre"), nominato nello stesso
documento ("Craviase") e in un altro piú antico
risalente al 1210. Esso contava fino a pochi anni fa ben due osterie.
Nel noto trattato dei Feudi Imperiali
con il duca d'Orléans (1394) é compreso il paese di
"Cavril" ed il suo castello: essa rimane l'unica nota
sull'esistenza di un fortilizio presso la frazione. Caprieto contende
ad Alpe lo scettro di frazione piú panoramica, poiché
dai suoi 837 m. s.l.m. offre un panorama che spazia dal Monte Leco
al Monviso, senza tralasciare il Monte Tobbio, il Monte Reale ed
il suggestivo villaggio disabitato di Casissa, in Comune di Isola
del Cantone. Voltandosi all'opposto, si gode della vista di quasi
tutte le frazioni vobbiesi, delle
cime del monte Carmo e dell'Antola.
Nel 1682 la parrocchia di Mongiardino conta 112 fuochi e 576 anime,
di queste, 105 per 18 fuochi risiedono a Caprieto, 23 per 4 fuochi
sono a Casareggio e 90 anime divise in 17 famiglie risultano abitanti
a Salata.
Dal censimento del 1911 venivano a sapere invece che Salata (con
i suoi villaggi limitrofi) conta 249 abitanti e che lí si
trovano tre calzolai, il pollaiolo e l'unico orologiaio del Comune.
Cognomi tipici del paese sono: Pagano, Tabacco, Mignacco, Bertero,
Remersaro. Salata ancor oggi é posta al centro di declivi
prati a sfalcio, che sono rimasti tali grazie al lavoro degli ultimi
abitanti. La rustica chiesa, isolata in direzione Caprieto, "sorveglia"
le sue dipendenze e verso di essa salgono gli antichi selciati che
un tempo (ora c'é la strada comunale) vi conducevano i numerosi
fedeli. In basso, sulla riva del Rio Cascé, é posto
l'omonimo mulino (amministrativamente fa peró parte di Mongiardino)
che un tempo serviva le popolazioni di questa parte della Val Vobbia
e che ora é stato trasformato in ristorante con spazi per
la pesca alla trota e per la discoteca estiva all'aperto. Unico
ricordo dell'antico utilizzo la grande ruota verticale esterna.
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