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mezzacosta sulle pendici del monte di S.
Fermo sorge, a 717 m. s.l.m., quella che era la frazione più
grande e popolosa della Val Vobbia:
Vallenzona.
Il toponimo, di incerto significato, si può tradurre partendo
dal dialettale "Va-en-zón-a", in "via che
porta in alto". Dove "Va-en" sta per "via che
conduce" e "zón" indica qualcosa di importante
che sta alto, a cui si accede rimontando le valli.
Questo "qualcosa" potrebbe essere il Monte Antola, per
gli antichi liguri luogo di culto del dio "pen".
Il paese é citato già nel 1253, quando Bardone di
Vallenzona era alle dipendenze di Becca del Castello della Pietra.
Sempre nel 1253 veniamo a sapere che nei dintorni, in localitá
Costapiana, (forse sotto il Poggio) esiste una torre, oggetto di
contesa tra "Opico" della Pietra e lo stesso Becca ("túrri
Valencone vel de Costaplana").
Della costruzione militare, probabilmente di piccole dimensioni,
non restano piú tracce, come del resto si sono perse quelle
del forte dei Piani, citato nel 1564 sotto la giurisdizione del
feudo di Montessoro.
Questi presidi probabilmente furono inglobati dall'architettura
civile ed ebbero principalmente funzioni di controllo ed avvistamento.
Vallenzona, dicevamo, era la frazione piú popolosa del Comune:
in paese nel primo '900 vi erano addirittura tre scuole, la parrocchia
ebbe per lungo tempo due prelati e nel consiglio comunale il paese
era il piú rappresentato, con beni cinque consiglieri. Nel
1911 il censimento generale ci informa che Vallenzona conta 732
abitanti ma alcuni decenni prima, nel 1860, la parrocchia contava
(compreso Alpe) ben 1420 abitanti, che scendono a circa 350 se consideriamo
lo "status Animarum" del 1606/7
La popolazione poteva usufruire di cinque mulini, di cui uno (quello
sotto Vigogna) costituiva una proprietà ambita, suddivisa
tra Fieschi, Adorno e chiesa di Senarega. Dal 1789 al 1803, vi fu
come mugnaio Pietro Bondanza che fu ucciso nei pressi dello Scaglione,
da una fucilata sparata da un soldato francese Il paese subì
gravissimi danni nel corso di due incendi: il 29 ottobre 1877 ed
il 4 agosto 1881.
Vallenzona é un paese "compatto" costituito da
piccole case strette l'una all'altra, adagiate a ricevere i raggi
del sole che filtrano tra gli archi in pietra e gli androni rimasti.
La quasi totale ristrutturazione delle case non ha peró turbato
l'antico aspetto di borgo contadino, impreziosito dalla parrocchia
e dal "palazzo".
Frazioni di Vallenzona sono: Vigogna, Poggio, Costa e Piani.
Vigogna é la piú grande ed é la prima che si
incontra salendo dal Capoluogo lungo la "Strada provinciale
81 ". Disposta a mezzacosta, offre la vista di diverse case
rurali che presentano ancora gli antichi poggioli in legno.
Al suo estremo confine, in direzione Vobbia, sorge la graziosa e
curata cappella di Nostra Signora della Guardia.
Nel 1582 mons. Bossio cita la "Cappella Viganae" che non
é quella giá descritta, ma é probabilmente
una piccola cappella ora sconsacrata ed in rovina presso il Rio
dei Canneti. L'edificio, diviso in due parti da un cancello di ferro
con incorporata la cassetta per le offerte, ospita una nicchia ed
un piccolo altare.
Gli abitanti della frazione sono citati anche nel 1659 a causa delle
discordie con gli uomini di Selva mentre nel 1721 gli uomini del
paese fondarono una "cooperativa" per la costruzione di
un acquedotto, che fu realizzato con l'appoggio del Conte Fieschi
Esso aveva i tubi in coccio e convogliava l'acqua al centro del
paese in apposite vasche: fu il primo sistema del genere in Val
Vobbia. Nel 1855 Vigogna venne colpita dal colera che nel solo mese
di Settembre uccise venti persone.
Poco oltre troviamo Poggio, considerato nel 1886 meritevole dell'istituzione
di tre fiere e del trasloco della "rivendita di privative"
da Vallenzona, vista la centralità rispetto alle altre borgate.
Il paese é quasi completamente ristrutturato, con garbo e
rispetto del paesaggio e sono un antico ricordo i tetti di paglia
bruciati nel 1881. Al fianco di Vallenzona sorge Costa, preceduta
dal mulino che conserva ancora la grande ruota verticale e dove
si incontrano diverse case in completa rovina, ereditá dello
spopolamento della valle. Oltre, dopo i trogoli, continua la mulattiera
che conduce verso Alpe e in un esteso castagneto da frutto.
Piú in alto, sotto San Fermo, sorge invece il minuscolo villaggio
dei Piani, posto alla ragguardevole quota di 998 m. s.l.m. e nei
pressi del quale sono stati ritrovati resti fossili risalenti a
70 milioni di anni fa
Di fronte a Vallenzona, lungo la sterrata che conduce ad Arezzo,
sorge isolato il Casone, antica abitazione posta tra gli imponenti
terrazzamenti ora in rovina, in passato base delle bande partigiane.
Dallo stato d'anime della parrocchia nel 1904, comprendiamo che
Vigogna conta 173 abitanti, Costa 171, Poggio 115, Piani 109 e Vallenzona
247. Di questi 821, divisi in 172 famiglie, (compresi 6 abitanti
al Casone) solo 72 superano i 60 anni
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