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La
Val Vobbia si trova in Provincia dí Genova, al confine con
il Piemonte, entro i limiti della Comunitá Montana Alta Valle
Scrivia e compresa, in parte, nel Parco Naturale Regionale dell'Antola.
La valle deve il suo nome al torrente omonimo, affluente di destra
del Torrente
Scrivia che raggiunge ad Isola del Cantone, dopo
un tortuoso percorso di circa 10 km. Il Vobbia si origina nei pressi
del Capoluogo del Comune, dall'incontro delle acque dei torrenti
Vallenzona e Fabio.
Il Vallenzona scende dalla corona montuosa tra
San Fermo ed il Monte Buio, assumendo tale denominazione
all'altezza di Vigogna, dove confluiscono i principali Rio Cornarotto
(o Comareto) e Rio Vallenzona, mentre scendendo a valle riceve a
sinistra il Rio Scaie e a destra, presso il Ponte dello Scaglione,
le acque del Rio Cascé, ingrossate dal Rio Sarmoria: questi
ultimi scorrono in due vallette secondarie che ospitano rispettivamente
le frazioni di Salata
ed Arezzo.
Il Torrente Vallenzona costituisce la convalle principale del territorio
comunale, lá dove sorge l'omonima frazione con le sue borgate.
Il Torrente Fabio invece, di minor portata, scende dall'Alpe e dal
Monte Rinudo (o Riundo), ospitando nella sua valle Noceto e dipendenze;
lungo il suo corso riceve il Rio íl Rio Clavarezza e i "crocesi"
Rio Moro e Guernascin, tutti affluenti di sinistra. Superata Vobbia
il torrente omonimo, che cala in un tratto selvaggio tra rocce
e fitti boschi, ottiene il contributo di modesti ruscelli che scendono
dalle Rocche del Reopasso e dal Monte Craví,
mentre presso il Ponte
di Zan (m 398, punto meno elevato del territorio),
raccoglie le acque del piú consistente Rio Busti che con
il nome di Rio Tre Musi scende dalla valle che ha alla testa il
Bric delle Camere.
Poco prima si trova l'invaso artificiale costruito dall'ing. Savio
(1931). Esso, posto proprio sotto al Castello
della Pietra, ha un'estensione di 12.000 mq. con
una profondità massima di circa otto metri, pari ad un volume
di 80.000 m3. La piccola diga invece é alta dieci metri con
uno sviluppo di coronamento di 50 metri ed ospita acque di uno splendido
colore verde-smeraldo che si estendono, costeggiando la strada provinciale,
per circa 300 metri m. Purtroppo le opere
produzione di energia elettrica nella Centrale di Savio) sono state
gravemente danneggiate nel corso dell'alluvione dell'ottobre'99
e per questo motivo l'invaso é ad oggi del tutto svuotato.
In questo tratto il corso del Vobbia ospita in estate tanti bagnanti
in cerca di refrigerio tra le incassate sponde del torrente che,
o "sbuffa" tra le rocce, o si placa in luccicanti e pulite
pozze. Nello stesso periodo invece, spesso i corsi del Fabio e del
Vallenzona risultano quasi in secca poiché la poca acqua
scorre sotterranea.
La valle del Vobbia si dipana nell'Appennino Ligure centrale sul
versante padano dello spartiacque principale e ad oriente dell'asse
fluviale costituito, sui due versanti, dai Torrenti Scrivia e Polcevera.
La zona é delimitata verso Sud dalla catena che costituisce
la displuviale con la Valbrevenna,
culminante nel Monte Buio (m. 1402) principale rilievo del Comune,
facente parte della catena del Monte Antola.
La croce che svetta sul "tetto" vobbiese é stata
eretta nel 1968 in sostituzione di quella celebrativa per la fondazione
del Gruppo Escursionistico Busallese, li posta nel 1955. Verso Est
i monti continuano con i rilievi di San Fermo (m. 1177), del Monte
Castello (m. 1092), della Cima dell'Erta (m. 1020), fino ad abbassarsi
a quota m. 810 presso il Passo di Costa Salata. Questa costiera
individua progressivamente lo spartiacque con il Rio Berga, il Torrente
Gordenella e con il Sisola, tutti tributari di sinistra dell'alessandrino
Torrente Borbera.
Oltre, verso Nord, la continuità montuosa trova la sua massima
altura nel Bric delle Camere (m. 1018). Attraversato invece il Vobbia,
verso Ovest le Rocche del Reopasso (in territorio crocese) incorniciano
un ambiente impervio e scosceso, poco esposto ai raggi solari, anche
geologicamente differente dall'alta valle, "ventaglio"
piú aperto e prativo che vede confluire le diverse dorsali
nel fondovalle ove sorge il Capoluogo. Principali rilievi di queste
dorsali minori che si staccano dalla catena principale (la quale
costituisce sia il confine comunale che quello regionale) sono,
scendendo da Nord-Est verso Sud-Ovest: Bric del Castelletto (m.
793), Bric La Crocetta (m. 730) e Bric dei Prá (m. 982).
A Nord-Ovest, il Monte Craví (m. 990) costituisce invece
un'emergenza quasi a sé stante, imponente ed improvvisa,
che domina la media valle (2).
La situazione climatica della Val Vobbia é di tipo mediterraneo-montano,
precipitazioni abbondanti si riversano sulla zona specialmente in
primavera ed autunno, mentre le estati sono moderatamente calde
ed asciutte, con temperature mattutine e serali piuttosto basse,
anche in relazione alla vasta copertura vegetale e all'altitudine:
Infatti i paesi vobbiesi sorgono mediamente ad una quota superiore
ai 650 metri, regalando frescura a residenti e villeggianti.
Le precipitazioni nevose sono frequenti soprattutto tra Dicembre
e Febbraio e spesso la copertura permane alle quote piú elevate
fino a Marzo inoltrato. La temperatura media annua si puó
indicare compresa tra i 10° e 15° C, con valori medi invernali
attorno ai 2/3° e valori estivi attorno ai 20/25° C. Le
precipitazioni annue si aggirano sui 1000/1200 mm., i venti prevalenti
sono la Tramontana ed il Maestrale.
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